Sono i Celtics di Rondo?

Cogliendo spunto dalla tournee dei Celtics in Europa e dai titoloni sui giornali inerenti Rajon Rondo e il suo “nuovo” ruolo di leader dei Celtics, mi viene da dire la mia.

E’ un play “diverso” dagli altri e che divide persino i suoi stessi tifosi.

Le statistiche di Rondo nell’ultima stagione parlano di quasi 12 “jordans”, quasi 12 “stocktons”, 5 “rodmans” e 2 “paytons” ad allacciata di scarpe. Le sue cifre in carriera sono rispettivamente di 11, 8, 4.5 e quasi 2 di media.

Le sue % dal campo non hanno mai brillato, sfiorando un paio di volte il 50% ma stabilendosi su un 45%. Da tre è il peggior play della lega con il suo 24% quasi perenne. Ai liberi va pure peggio viaggiando sul 60%.

Rondo indica la strada ai compagni. Per dove?

Io su Rondo sono combattuto, perchè da una parte ne riconosco gli evidenti pregi, e pecularietà che lo rendono unico nel suo genere.

Oltre i 4 metri fa fatica a segnare più di due tiri di fila, a parte quando è in the zone come contro Milano ieri sera. Viene costantemente battezzato, anche quando segna 40 punti con almeno 10 jumper (come contro gli Heat in gara 2 della finali di conference). Difesa? Benino, ma non come vogliono dipingermelo, perchè le mani veloci e una vita vissuta perennemente sulle linee di passaggio non fanno di lui un grande difensore, ma un giocatore furbo.

Ha una combinazione di atletismo, struttura fisica (mani enormi, che lo hanno anche fatto oggetto di studio), dinamicità, velocità impressionanti, che fino a che non riesce a mettere su un jumper decente, lo fanno campare di rendita, peraltro in una lega dove se sei un play e non la metti, giochi poco.

E’ intelligente come giocatore(quando vuole), sa come passare la palla nel modo giusto e nei tempi giusti. Giocando, negli anni, con gente come Allen e Pierce che hanno bisogno di ricevere la palla nel momento più opportuno, ha affinato l’arte del passaggio, brevettando anche una sorta di tecnica efficacissima nel passaggio schiacciato a terra sulle uscite dai blocchi che recapita con puntualità e precisione.

Secondo me, offensivamente parlando ha degli enormi limiti, che non riguardano il tiro da fuori,ma la comprensione del ritmo del gioco. Se gli dai il pallino in mano, si va al suo ritmo, decide lui. Se va su di giri, va su di giri tutta la squadra. E’ necessario fermarlo, con le buone o con le cattive quando gli si chiude la vena.

Sa concludere a canestro con virate, appoggi in acrobazia, tocco morbido, a volte un arcobaleno.

A rimbalzo si fa sentire, come dimostrano le triple doppie, ma su questo io ho una teoria in proposito: va bene a rimbalzo difensivo anche a costo di scoprirsi al tiro del suo diretto avversario. A rimbalzo in attacco invece è sottovalutato, perchè ha tempismo, venendo da dietro la difesa, confidando anche del fatto che raramente viene tagliato fuori.

Ha un ottimo tempismo anche nel prendere posizione per uno sfondamento. Dote che negli altri play non riscontro in nessuno, eccezion fatta forse di Mario Chalmers.

Ma anche i difetti sono molteplici e se non fosse per il sistema difensivo in cui si trova, ma che non innalza, sarebbero capitali.

Detto della difesa costantemente in anticipo, resa possibile dal fatto che dietro aveva uno come Perkins a coprirgli il culo e comunque continua ad avere KG, ora anche Milicic, Melo e compagnia, a me colpisce il fatto che nonostante sia agile e atletico, non riesce a tenere due palleggi del suo uomo, a meno che questi non sia bolso e poco dotato.

Ha un atteggiamento difensivo, in single coverage che mi lascia basito, perchè non è mai in una posizione tecnica decente, sempre molto alto sulle gambe, confidando della sua velocità per recuperare.

E’ forse uno dei “flopper” più fastidiosi della lega, provocando contatti per poi simulare un omicidio alla prima colluttazione involontaria.

La sua capacità di concentrazione è un’altra sfumatura del giocatore che non rende facile inquadrarlo bene.

Quando accende è realmente un passo più avanti di tutti, ma quando spenge, e accade spesso nel corso delle partite, è un danno, una sciagura, in grado di sbagliarti un passaggio semplice o forzare una soluzione che doveva essere oculatamente gestita.

Ci sono i passaggi a vuoto mentali,  le uscite poco felici con gli arbitri (ad Atlanta negli scorsi playoff tanto per dire), un atteggiamento sempre al limite tra la frustrazione o la genialità.

Ora, però, è innegabile che Boston, con questo ciclo, con Pierce e KG, ha avanti a se massimo 2 anni ad alto livello prima di rifondare seriamente.

Il dilemma è: può Rondo essere il nuovo leader dei Celtics?

Alcuni dicono che già ora lo è, il suo gioco e le sue giocate emozionanti e adrenaliniche, l’apporto che da in campo è qualitativo e quantitativo, ma se ne facciamo un discorso prettamente di leadership è sempre all’ombra di un leader tecnico indiscusso come Pierce, e un leader emotivo e vocale come Garnett .

Per me non ha le stigmate del leader, dell’esempio per i propri compagni, per spingerli a fare meglio, per guidarli.

Il suo contesto perfetto, quello in cui è funzionale e funzionante, in cui i suoi limiti possono venire assorbiti dalla squadra, è adesso.

E’ un giocatore, che accanto a dei veri leader, amplia il potenziale della squadra, ma che se messo al timone rischia di compromettere gli equilibri e creare spaccature.

Già lo scorso anno si è venuta ad una di esse quando Rivers ha cercato di coinvolgerlo di più, in fase di leadership, con la controindicazione di aumentare però il suo ego e farsi un po terra bruciata intorno, eccezion fatta per Garnett, che di Rondo è una sorta di padre putativo.

Però si entra nella sfera prettamente personale, e nonostante da molti sia visto come un piccolo genio, a me Rondo pare un buffone, persino arrogante.

E’ provocatorio, fa il bullo in campo e fuori quando l’inerzia è dalla sua, ma quando le cose si fanno pesanti, cerca di defilarsi.

Poi il fatto che giochi a Boston non mi aiuta ad averlo in simpatia. Ma questo è un altro discorso.

Rondo migliora i compagni? Si. Rondo li guida? No. Almeno finora.

La cartina al tornasole della carriera di Rondo sarà tra qualche anno, quando lui entrerà nel prime della sua carriera e i vari Pierce e KG avranno la loro canotta issata al soffito del Garden. Quando la squadra sarà realmente in mano sua, con tutti gli onori e oneri dal caso.

Da lì non si scappa. La verità su Rondo verrà svelata.

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