Pillole di Serie A – 3° giornata

  • Il lunedi porta male alle grandi. Dopo Cantù, soccombono anche Milano e Siena.
  • Ok, Siena ha vinto 6 scudetti in fila perdendo forse 10 partite in 6 anni. Ok, Siena ha perso 2 delle 4 partite finora ufficiali. Ma c’è da dire che è una squadra in rifondazione, con un coach che deve ancora capire cosa ha in mano. C’è bisogno di rodaggio.
  • Milano? Per me Scariolo è un coach sopravvalutato. Facile dirlo ora dopo sconfitte consecutive, contro Avellino l’ultima, ma chi mi conosce sa che sostengo questa tesi da abbastanza tempo. Per carità, è un ottimo coach, ma con i grandi giocatori (Nazionale Spagnola in primis). In Serie A, questa serie A, in cui non ti puoi permettere di guardare dall’alto in basso nessuno, si scoprono alcuni suoi limiti.
  • Boroussis è uno dei primi 5 centri, a stare stretti, d’Europa. A Pireo dominava, con la Grecia domina, ma nel campionato italiano, dove giocano tutti fronte a canestro e minimo a 5 metri dal ferro, i suoi 214 cm sono solo un peso, e non riesce a stare in campo più di 15/18 minuti. Facciamoci due domande…
  • Avellino ha vinto contro l’armata Milano in pratica con Ebi da centro (ala piccola fino 3/4 anni fa), Dragovic (4/5 perimetrale) e il colored perugino 22enne Biligha (chi cazzo è?) sotto canestro. Cioè hanno dominato Boroussis, Fotsis, Hendrix, Melli, Chiotti, sulla carta la frontline più forte in Italia. Rifacciamoci due domande…
  • Due indizi fanno una prova, tre sono un abitudine. Varese stupisce, ma il merito credo sia di Frank Vitucci. Mi piace come allena e gestisce la squadra. Da tante responsabilità ai primi 7/8 giocatori della rotazione. Lo faceva anche a Avellino lo scorso anno, anche se era più per necessità che per altro. Ma da quegli 8 di cui si fida, raccoglie molto. Altolà turnover e squadre lunghe. Durerà poco, perchè tra un paio di mesi saranno in debito di ossigeno. Però fanno divertire con un basket veloce e spensierato.
  • Daniele Cinciarini ha tutto il mio rispetto. E’ il classico giocatore di serie A solido, efficace, che dove lo metti, ti piazza almeno 10 punti di media. Non è un giocatore da grande squadra, ma da provinciale. Quelli che cascasse il mondo, sai per filo e per segno come gioca e cosa ti può dare. E’, in sintesi, un giocatore di altri tempi. Alla Massimo Guerra, Andrea Gianolla, Roberto Bullara.
  • E’ la morte del basket se uno come Crosariol entra nel libro dei record della serie A dopo 18 punti con 9/9 al tiro e 30 di valutazione.
  • Io no so voi, ma a Drake Diener non lascerei mai l’ultimo tiro, anche a costo di pugnalarlo prima che riceva. Chiedete a Bologna sponda Virtus…

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