Pillole di Serie A – 4° giornata

  • Milano è una squadra senza anima, vince perchè è oggettivamente più forte delle altre. Scariolo fa i cambi senza un motivo apparente. Deve farne giocare 10/11 e li ruota come viene. Vince di prepotenza, atletica, con Hairston, tecnica, con Langford, fisica, con Boroussis sotto.
  • Ah… Boroussis, 26 punti e 38 di valutazione, è un delitto non sfruttarlo. Ha un atteggiamento da schiaffi, ma è uno dei giocatori che potenzialmente sposta di più in serie A.
  • Roma diversamente da Milano, ha un anima forte, una difesa intensa e aggressiva, d’altronde con Calvani coach (delfino di Caja) è lecito attenderselo. Ma tecnicamente è abbastanza limitata. La cartina al tornasole del basket italiano è DaTome. Gigi sta attraversando un momento d’oro, iniziato d’estate con la nazionale. Ma il problema è che non fa niente di differente che non faceva anche gli anni passati, però lo fa con fiducia. In soldoni, non è DaTome che è migliorato tanto da diventare il leader tecnico di Roma, ma il contorno, non solo romano, che è calato esponenzialmente.
  • Ugo Francicanava voleva farci passare che Milano, contro Roma, stava disputando la miglior prova stagionale. Mah… a me pare abbia giocato alla cazzo di cane. Mentre invece quel sant’uomo di Guido Bagatta, ha annunciato su twitter: Achille Polonara sarà il prossimo italiano in NBA. Ok, con tutto il bene che si può volere ad Achille, anche no. E comunque mi toccherei… fossi in Polonara.
  • La morte del basket, dopo le prestazioni recenti di Mazzola e Crosariol: 25 punti con 8/11 al tiro per Antonutti nella goleada reggiana contro i cadaveri di Biella. ANTONUTTI!!!!!
  • Crisi tecnica del basket o evoluzione, fate vobis. Angelo Gigli quando era a Reggio Emilia era un 4 che studiava da 3, oggi è un 5 puro. Nicolò Melli era un 3 che poteva giocare da 4, ora è un 4, che può giocare da 5. Michele Antonutti a Udine era una promessa in guardia, ora è un ala forte. Simone Flamini era il Pippen italiano juniores, ora è un 4 inutile su un campo da basket. Stefano Mancinelli era l’ala piccola più pura del panorama italiano, portava anche palla, ora è un 4 “intelligente”. Andrea Michelori il primo anno in serie A, nel 2000 o giù di lì, giocava esclusivamente ala piccola, ora è uno dei primi 5 centri italiani del campionato.
  • Se in Italia, ha la “sfortuna” di giocare 4/5, o vai a prenderti palla a 7 metri e tiri da tre, oppure aspetti che un comboguard americana ti passi la palla. E non accade spesso, anzi, accade raramente.
  • Meo Sacchetti non si fida della sua panchina. Contro Venezia, partita finita all’overtime, chi ha giocato meno del quintetto, Easley, lo ha fatto per 34 minuti, complici i problemi di falli. Però è anche il segreto per cui Sassari e Varese sono lassù in testa. Io odio il platoon system. Ha dei vantaggi, tipo l’usura minore dei giocatori e l’incidenza degli infortuni, ma spersonalizza il gioco, mentre invece io sono per far sentire importanti i giocatori, fidarsi di 6/7 persone e da loro esigere che sfoghino su un campo da basket il loro talento.

Dimmi cosa ne pensi!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...