Riflessione sui problemi dei Lakers

Come li convinco a difendere questi?

Continuano i problemi dei Lakers.

Il record parla chiaro, tutte queste sconfitte non se le aspettava nessuno, ma sono necessarie a costruire l’identità di una squadra che al momento non ne ha una.

Che il processo fosse lungo e complesso era preventivabile e non deve portare a esasperazioni o a follie.

Mike Brown è visto da molti come il male principale di questa squadra, ma io non sono d’accordo, anche se qualche colpa ce l’ha pure lui ed anche evidente.

Ma non sono errori di presunzione, cambi sbagliati, schemi sballati, aggiustamenti falliti.

Da un punto di vista tecnico ha due grossi alibi: Howard ancora a mezzo servizio e Nash out. Quindi per necessità deve mettere in campo Hill e Blake, cosa che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico.

Ma l’attacco è un problema relativo, con tutto quel ben di Dio (nei primi 5/6 giocatori) una soluzione si trova, anche se la strada è lunga, benchè abbia dei dubbi sull’impostazione della Princeton Offense in una squadra del genere in cui tutti, eccezion fatta per Gasol, Kobe, Nash, sono capre monodimensionali che oltre a quello che sanno fare non fanno altro, e quindi già il presupposto per impiantare un sistema di circolazione di palla, di azione e reazione complesso viene meno.

E’ la difesa l’aspetto che mi lascia più perplesso.

La difesa di Brown non è mai stata appariscente, è sempre stato un coach che non ama pressare o rompere i giochi o procurarsi punti facili da fastbreak, ma creare sabbie mobili, impantanare le squadra avversarie chiudendosi a riccio. Il più classico dei catenacci difensivi.

In questo senso il paragone con Erik Spoelstra cade: hanno due metodi difensivi diversi. Spoesltra già prima della formazione dei tre amigos aveva impostato gli Heat su un sistema di pressione, aiuto e recupero che poi ha trovato sbocco, con le capacità di James, Wade, Battier, Chalmers e anche Bosh in una difesa arcigna, che crea attacco.

Ai Lakers questo non accade e non accadrà mai. E’ una scelta che può anche essere condivisibile, perchè alla fine puoi disporre del più forte intimidatore della aree NBA come Howard e di un difensore di sostanza e capacità come Artest. Ma sono due. E si difende in 5.

Io in questo momento non mi preoccuperei di Kobe che prende 30 tiri per fare 40 punti. Quelli sono una necessità finchè non si trova la quadratura del cerchio in attacco.

E non mi preoccuperei del fatto che Gasol stenta a trovare i suoi spazi in attacco. Se li creerà con il tempo.

Piuttosto mi concentrerei sul fatto che al momento sono loro i due maggiori colpevoli delle difficoltà difensive dei Lakers, anche alla luce del fatto che non ritengo degno di nomina un pessimo giocatore come Steve Blake.

Soluzioni?

La soluzione migliore al momento è non cercare soluzioni, ma lasciare che tutto segua il proprio corso, per un percorso che richiede mesi, forse tutta la regular season.

Brown, ma fosse anche Phil Jackson o Jerry Sloan non hanno potere di fare altro che non perseverare sulle proprie scelte a coltivare con il tempo la nuova identità di squadra dei Lakers. Senza interferenze.

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