NBA 2° Week

  • Credevo che i Pacers senza la zavorra Danny Granger potessero crescere, George esplodere e con un paio di manovre giuste aggiungere una guardia con punti nelle mani. Invece Indiana è in difficoltà. Granger ha tanti difetti, ma quel minimo di leadership che non si intravede in nessun altro Pacer e la sua assenza mette a nudo le pecche degli altri suoi compagni: Hibbert ha fatica a raggiungere la doppia cifra di media non appena salgono le aspettative, George è ancora immaturo, West ha limiti difensivi enormi ecc…
  • Il Barba sta videndo un periodo di assestamento dopo le due prime partite paurose. Ora le difese si adeguano su di lui, e le sue percentuali al tiro sono nettamente calate. Prevedibile. Ora entra nella fase del consolidamento, dopo l’esplosione.
  • Dicono in giro che i Celtics deludono: lo fanno tutti gli anni, salvo poi essere lì a un passo dalla finali ogni volta. E’ per antonomasia una squadra al risparmio in regular season che aspetta la pausa dell’All Star Game per girare la vite. Se lo possono permettere anche in una divisione agguerrita come l’Atlantic.
  • Dallas vince anche senza Dirk Nowitzki. E’ una notizia… che non fa notizia. I veri valori ad ovest non si creano in 2 settimane, quindi è ancora presto per definirli rivelazione, però mi pare di aver visto che Mayo ha approcciato la stagione nel modo giusto…
  • Male molto male Detroit. Io su di loro avevo speso una parola ritenendoli una squadra in crescita, invece hanno dei grossi problemi a carburare. Monroe e Knight statisticamente stanno facendo il loro, ma pure loro sono ancora immaturi per compiere quel passaggio da promessa a certezza, soprattutto per quanto riguarda la leadership. Non hanno ancora vinto una partita e non danno l’impressione di avere chiaro in testa come fare per cambiare il trend.
  • I Bucks zitti zitti sono 3° ad est. Il motivo è semplice: meccanismi più oliati rispetto alle altre squadre, e gerarchie interne che stanno funzionando, nell’attesa del classico granello di sabbia, che può diventare un macigno (Jennings e il rinnovo, Ellis e le sue probabili bizze, varie ed eventuali) in grado di farli implodere. Ma se durano possono essere la vera mina vagante ad est.
  • Tyreke Evans è uno dei giocatori più ondivaghi della storia recente della lega: ti piazza una partita da 20 punti lanciando segnali interessanti e quella dopo segna a mala pena dal campo tirando anche sua madre. I Kings una cosa buona l’hanno fatta, non rinnovarlo ed effettivamente anche qualora lo lasciassero partire, per quel contesto non sarebbe una gran perdita. Secondo me è un 6° uomo nato, di quelli di rottura in uscita dal pino sfruttandone i pregi per mascherarne i limiti, tecnici e tattici. Altrove potrebbe fare la differenza, penso a Indiana o Memphis per esempio.
  •  LeBron James sta mettendo i tiri decisivi, gli assist per i tiri decisivi, le giocate decisive e senza nemmeno ingranare la quarta. Pazzesco la zona di fiducia in cui è entrato.

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