LeBron James non gioca da ala forte

Sfatiamo il mito: Lebron James non sta giocando da ala forte tattica. Gioca da ala piccola, spesso da point forward, raramente da 4.

Tutti lo dicono, tutti lo pensano, si fanno tanti bei discorsoni sul fatto che il cambiamento di James sia coinciso da quando abbia abbracciato una posizione più interna e abbia aderito all’idea di giocare da ala forte.

Errato. James non ha cambiato il suo stile di gioco. O meglio, lo ha fatto, ma non tale da renderlo, agli occhi di tutti un ala forte.

Gioca molto di più in post, vero, ma questo non fa di lui una power forward, piuttosto è sintomo di una maturazione tecnica che lo ha portato, dai tempi dei Cavs a preferire altre alternative per attaccare il canestro.

E va in post soprattutto quando lo marca un giocatore più piccolo, quando su un cambio o su una transizione viene accoppiato a un play o una guardia che gli rende centimetri e chili.

In Team USA per ovvie esigenze tecniche, ha giocato anche da centro atipico, ma si parla di un periodo di 20 giorni in una manifestazione FIBA e di una squadra particolare.

Ma negli Heat del “position less” è Shane Battier che è stato impostato nel delicato ruolo di ala forte tattica.

E’ Shane Battier che si prende Blake Griffin o Josh Smith o Patrick Patterson o Brandon Bass. E’ Shane Battier che fa i blocchi. E’ Shane Battier che fa i tagliafuori e gli aiuti a centro area.

E il sostituto naturale di Battier è Rashard Lewis, che fa suppegiù le solite cose in attacco ed in difesa (senza però tutti gli extra dell’ex Duke). Rare volte James è stato schierato da 4 puro (sempre a fine di un quarto) e sempre con il solito input: duettare con il lungo in pick & roll con i tiratori in angolo, forzare il cambio di marcatura, attaccare il lungo avversario con una conclusione personale o per uno scarico.

Si è allenato con Hakeem Olajuwon nei movimenti spalle a canestro. Ma non per cambiare ruolo, solo per aggiunger altre armi al suo arsenale, per spremersi meno fisicamente e risparmiarsi per i momenti caldi della stagione.

E lo stesso coach Spoelstra non lo confina in una quarto di campo a 4 metri dal canestro, gli da carta bianca in attacco, di creare dal palleggio, di fungere da point forward, di impazzare per le zone di campo in cui è prevista un opzione a suo vantaggio.

Piuttosto che vogliamo dare una definizione tecnica a LeBron bisogna dire che sta inventando, sta diventando il fautore di una nuovo modo di giocare a basket, più completo, ora anche più maturo. Che lo rende onestamente immarcabile. Che giochi a 7 metri dal ferro o no.

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