Michael Terrell Williams

Questa che inizio ora è una nuova sezione del mio blog, perchè ho da troppo tempo voglia di parlare dei miei idoli, molti dei quali transitati da giocatori o avversari a Montecatini.

Inizio subito buttando il tavola il carico pesante con Micheal Terrell Williams, uno dei miei preferiti di sempre. Il suo coro cantato a Montecatini per due stagioni dal 1996 al 1998 mi fa ancora eco e recitava “Michael Michael Williams!!! Williams”.

Vederlo giocare è stata una grande soddisfazione, un realizzatore puro, che più puro non si può, come oggi non ce ne sono più. Un esterno atletico, fisico, ma con un feeling particolare per il canestro che in pochi passati per Montecatini hanno mai avuto. Mario Boni, poi lui.

Quando andava in contropiede dopo un recupero per la schiacciata, si alzavano tutti in piedi perchè il suo gesto atletico aveva una particolarità: si auto-alzava un alley-hoop per poi schiacciare e far esplodere il palazzetto e i tifosi che lo veneravano come una divinità, come appunto facevano per Mario Boni.

Posso dire di essere stato testimone di una della più belle partite mai viste al Palaterme, Chc Hotels Montecatini Terme contro la Koncret Rimini di un giovanissimo Alex Righetti finita 113-103 dopo 2 overtime con Williams che si presentò all’esordio casalingo della sua nuova avventura con 53 punti, 16/29 al tiro, 18/19 ai liberi e 13 rimbalzi.

Una partita epica, di cui ho ancora buona memoria per le giocate di Joe Wylie, per la presenza di German Scarone da avversario – che di lì a poco sarebbe stato un altro beniamino – e perchè alla fine, dopo quella prestazione spettacolare, Williams inaugurò il tradizionale giro di campo a dare High Five agli spettatori in parterre.

Io e Lorenzo Neri facevamo le corse dalla tribuna per arrivare al parterre e poter toccare il mito. Aveva talmente contagiato i tifosi e la squadra che divenne un appuntamento fisso a cui partecipavano anche gli altri componenti del roster come Gabriele Niccolai, Johnny Branch, Pippo Cattabiani e un giovanissimo Guido Meini appena 18enne. Nel corso degli anni questa tradizione è stata portata avanti da Andrea Niccolai, German Scarone, Manuel Vanuzzo, Valerio Spinelli e tanti altri.

Micheal Williams arrivò a Montecatini come un vero e propio colpo per l’A2. L’anno prima arrivò a stagione in corso a Trieste nell’allora Illycaffè recentemente orfana di Stefanel e della sua posse, ma non riuscì a salvare la squadra (che però venne ripescata), segnando comunque una caterva di punti (quasi 26 di media) presentandosi nella penisola come un bomber.

Prima di Trieste Williams giocò in Danimarca distruggendo record su record alla medie di quasi 39 punti a sera con un paio di apparizioni in coppe Europee minori, arrivato in Europa dopo l’esperienza collegiale in Division II NCAA con la Saginaw Valley State University il cui campus sorge nella zona dei grandi laghi a 2 ore di auto da Detroit.

Il gioco di Williams era spettacolare, a volte mancava di concretezza, ma aveva un canale aperto con il pubblico, riusciva ad esaltarlo, con una bomba impossibile, una penetrazione di potenza, un canestro e fallo. Il suo 1 vs 1 era letale, una macchina programmata per fare canestro in qualsiasi ambiente, da qualsiasi zona del campo.

Il suo secondo anno termale fù anche meglio del primo, tra cui un’altra memorabile prestazione casalinga da 47 punti contro Sassari, viaggiando a 27 di media in una squadra che sulla carta avrebbe fatto fatica a salvarsi (come per l’anno prima), ma che arrivò a mettere in crisi la Casetti Imola alla bella delle semifinali per la promozione in serie A, formando assieme a Ken Barlow una delle coppie di USA più forti del campionato. Montecatini sul finire della stagione fu rilevata dalla Snai che l’anno successivo avrebbe convinto Scarone, Sambugaro, Niccolai e Dallas Comegys a scendere di categoria.

Con la Snai che buttò una valanga di soldi nel progetto termale investendo Faraoni del ruolo di factotum della società. Williams venne messo da parte e tornò a Trieste restando in serie A2.

BAS5

Nel 1999 poteva esserci la consacrazione a livello superiore, visto che firmò con i freschi campioni d’Europa dello Zalgiris Kaunas (quelli per intenderci di Stombergas, Edney, Zidek ecc…) con cui esordì in Eurolega, ma restò sul Baltico per meno di un mese, a causa di un carattere non certo facile, abituato com’era a essere la prima opzione offensiva del proprio team.

Tornato in Italia in una disastrata Reggio Emilia che poi retrocesse, giocò un anno a Cipro e tornò ancora in Italia, nella nuova legadue, giocando a Jesi e Ferrara (che aveva in cabina di regia il primo Terrell McIntyre italiano), incrociando nuovamente Montecatini da avversario sempre ricoperto da applausi e festeggiato.

Il suo livello era quello. Squadre di bassa classifica in serie A, o di buon livello in serie A2 che volevano divertire il pubblico, che cercavano un catalizzatore offensivo e un innesco per il pubblico. Gli si chiedeva di fare canestro, di mettere punti a referto, di non preoccuparsi di difendere, o fare il passaggio giusto o snaturalizzarsi in cose che non erano nel suo bagaglio tecnico. Cose che a un livello più alto gli avrebbero sicuramente richiesto.

A Ferrara divenne persino il capitano e uomo simbolo, ma a 34 anni, senza più lo smalto fisico di un tempo, che gli permetteva un gioco molto atletico e intenso, non era più lo stesso. Neppure il fresco passaporto italiano ottenuto per matrimonio  con un ragazza di Ferrara riuscirono a fruttargli un nuovo contratto nello stivale.

Chiuse la sua carriera cestistica nel 2006, nell’Apollon Patrasso.

In ogni posto in cui ha messo radici comunque è ancora oggi uno dei giocatori/personaggi più apprezzati della tifoseria, e le sue scorribande per il campo sono indelebili nelle memorie degli appassionati.

A me francamente vederlo giocare ha trasmesso un’idea di basket istintivo, spensierato, accattivante, genuino.

Aver visto giocare Michael Terrell Williams rimane una delle cose più divertenti e coinvolgenti provate da appassionato di basket.

4 pensieri su “Michael Terrell Williams

  1. Bel blog, complimenti! E gran bel post. Ho visto Michael Williams arrivare a Trieste, e mi ha fatto piacere vedere di non essere l’unico a ricordarlo ancora. Al di là degli alley hoop per se stesso in contropiede, ricordo con ancor più emozione i tiri da tre dall’angolo. Sempre al termine di un contropiede… Spettacolo. Continuo con la lettura, ottimi articoli. Parecchia nostalgia🙂

  2. dico che nn fa una grinza un jordan fisico massiccio senza paura . in italia era difficile vedere giocatori cosi. se sassari ora è campione allora 15 anni fa meritava , montecatini verona etc il livello si è abbassato voglio vedere logan…dinier dyson pure miglior goicatore 2014 marcare williams .poverini. abbiamo giocatori che giocavano in b in serie a…. hai play off … nn sono migliorati sono i soliti prima nemmeno giocavano al play ground perche li asfaltavano . voglio vedere pascolo contro gus binelli o ario costa …poverino o la checca di melli contro galanda … aiuto

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