Il problema dei Lakers

Al di là della varie problematiche “minori” riguardanti Kobe Bryant che gioca per conto suo, con tutti i pro e i contro del caso, nonostante Steve Nash e Dwight Howard non siano al 100% della forma e siano ancora da integrare in un contesto tecnico differente da quello in cui hanno sempre sguazzato, nonostante Pau Gasol giochi fuori ruolo, nonostante Metta World Peace sia vittima dei soliti alti e bassi e nonostante una panchina inesistente e male assortita, l’attacco dei Lakers funziona.

Si perchè alla fine, tra una difficoltà e l’altra, sta dando quello che ci si aspettava in termini numerici, e sotto sotto anche di impatto.

I Lakers vantano il 5° milgior attacco della lega per punti segnati, entrano nella top 10 per percentuale dal campo, sono in media per quanto riguarda il tiro da tre e gli assist, ma le varie statistiche metriche la premiano come una delle squadre offensivamente più performanti.

E’ sempre una roulette russa, perchè condizionati dalle lune dell’ego di Kobe e la sua necessità di accentare sempre e comunque, da predicatore nel deserto o accerchiato da futuri hall of famers. Ma funziona.

Probabilmente anche con il miglior coach offensivo al mondo (posto che non lo so sia già D’Antoni, anche lui con tutta la sequele da dilemmi che porta appresso, ma non mi va di approfondire ora), i Lakers sono però una squadra destinata ad avere difficoltà perchè troppo disomogenea per fondere le varie anime che porta in grembo in tempi relativamente circoncisi a un paio di anni, visto che Nash va per i 40, Kobe verso il ritiro, Gasol verso altri lidi e Howard verso un difficile rinnovo contrattuale.

Il problema principale dei Lakers continua a essere la difesa. Precisamente la difesa di squadra.

Eppure i Lakers non è che siano proprio malaccio in difesa, sulla carta. Ci sono ottimi difensori come Metta World Peace, Dwight Howard, Chris Duhon, Darius Morris, Jordan Hill.

Sono tutti difensori in situazioni di uno contro uno, sulla palla,alcuni fanno bene il loro lavoro a rimbalzo, altri sono abili a limitare l’avversario diretto ecc..

Ma in questo momento come gli avversari dei Lakers ribaltato il lato due volte, trovano delle voragini a centro area per una penetrazione, un layup, un comodo scarico, e successivamente la possibilità di prendere rimbalzo offensivo. Nonostante in mezzo ci sia uno come Howard, difensore dell’anno per tre volte consecutive a Orlando.

Le rotazioni sono scolastiche, manca la comunicazione, agli aiuti arrivano in ritardo, sul perimetro non c’è connessione con chi da dietro dovrebbe guidare la difesa, c’è chi si risparmia, chi sciopera, chi è inadatto e chi è fuori contesto:

  • Kobe Bryant è l’esempio eclatante di chi si risparmia. Oggi come oggi è un macht-up contro chiunque. Come dicono gli amici radiofonici di Ball Don’t Lie, Kobe ogni 5 azioni che non difende sceglie una linea di passaggio in cui buttarsi e se va male incolpa chi doveva coprire il suo azzardo, se va bene fa lo elogiano per come capisce meglio di altri la difesa.
  • Dwight Howard è l’esempio eclatante di chi sciopera. Era un fattore in difesa ai Magic, perchè Van Gundy aveva costruito attorno a lui un sistema difensivo chiaro e articolato con il compromesso di fargli toccare molti più palloni in attacco. Su questo sottile equilibrio i Magic hanno costruito le loro fortune per alcuni anni. Oggi oltre a non avere regole che lo mettano in condizione di fare la differenza in difesa, passa anche interi momenti di partita in cui è totalmente fuori dal gioco in attacco. E’ un cane che si morde la coda, ma lo sapevano dall’inizio che sarebbe stato così.
  • Jodie Meeks e Antwan Jamisono sono gli esempio eclatanti di chi è inadatto. Poi c’è Jamison si lamenta perchè non gioca. Ma quando in campo c’è lui, è una pacchia per gli attaccanti avversari. Si dimentica ogni volta di ruotare a centro area, e quando se lo ricorda lo fa in ritardo. Discorso simile per Meeks, che quantomeno ha un effort positivo in attacco come tiratore.
  • Metta World Peace è l’esempio eclatante di cui è fuori contesto. Come 4 tattico in attacco ci sta da Dio, ma in difesa se lo fai muovere senza palla è un difensore rivedibile che commette ingenuità clamorose in aiuto e spesso è reo di concedere canestri e falli abbastanza puerili. Però, in questo marasma, è uno dei pochi a fare le cosidette giocate di “hustle”, di grinta.

Ciò da cui dipende gran parte del problema e che nel corso degli ultimi 3 anni non sono riusciti a porvi rimedio, è l’atavica debolezza sui pick & roll. Con le Twin Towers in campo basta un gioco a due per stanarli.

Era così anche con Phil Jackson, che finchè non si poneva il problema di far stare seduto Bynum in favore di Lamar Odom, e tre anni fa lo poteva fare, riusciva anche senza troppe magie a contenere il problema.

Coach Brown aveva un approccio diverso, faceva sabbie mobili in area per non concedere punti facili a centro area non potendo disporre di Odom e dovendo far coesistere Bynum e Gasol per lunghi tratti senza valide alternative. La controindicazione è che non andavamo mai in contropiede, che a livello NBA è sempre un modo importante per creare parziali ed avevano in pratica solo la dimensione dell’attacco a metà campo.

Con Mike D’Antoni il modo di difendere non è prioritario, ma un adattamento al modo di attaccare. Difficilmente schiera in campo un quintetto difensivo, ma cerca di rendere snello il quintetto per spaziarlo bene nell’altra metà campo come input principale. Quindi ti trovi in campo quintetti con Nash-Meeks-Bryant-Metta Wolrd Peace-Howard e sono problemi, se poi in attacco bloccano il pallone e vanificano il tutto.

 

Vista l’incapacità di Jamison di rendersi utile in attacco e di essere une tegola in difesa per avere un pò di energia deve ricorrere a Jordan Hill, che oltre a quello da poco altro, perchè anche lui ha delle vistose mancanze difensive intese come capacità di letture e tempi di esecuzione.

Ed ora il tempo comincia a diventare un nemico invece che un alleato, dopo aver perso il primo mese di regular season per il licenziamento di Brown, il passaggio ad intermi di Bickerstaff e la gestione D’Antoni. I Lakers sono nettamente indietro con la tabella di marcia, che sulla carte li vedeva come una forza ad ovest, realisticamente li proiettava almeno tra le prime 5 posizione ma che adesso li vede addirittura fuori dai playoff e in caduta libera.

Le vie sono due, e sono convergenti:

  • I Lakers devono muoversi sul mercato e arrivare a un lungo e un esterno che portino difesa di squadra come prima dote. Per farlo non devono cedere per forza Gasol, perchè secondo me dovrebbero essere due giocatori di sistema, non star o presunte tali. Come erano Odom o Shannon Brown, dovrebbero essere giocatori che cambiano l’assetto difensivo globale della squadra senza variare l’equilibrio offensivo e senza intaccare la possibilità di giocare con i due lunghi dominanti o quintetti bassi e veloci. Se avessi i nomi di questi due individui da proporre a Kupchuck probabilmente non sarei qui a scrivere minchiate, ma sarei stipendiato dai Lakers.
  • Questi innesti agovolerebbero il compito arduo di D’Antoni di trovare un minimo di equilibrio. Posso capire che i vari problemi fisici, non ultima la decimazione del reparto lunghi, abbiano rallentato questo processo, ma è indispensabile che D’Antoni sbrogli al più presto la matassa. Sbilanciandosi verso l’attacco si può nascondere per un periodo limitato di tempo un problema, ma alla lunga rimane sempre “il” problema.

Auguri!!!

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