Rumors a 10 giorni dalla deadline

Il 21 febbraio chiude il mercato dei Free Agent, e nei giorni successivi all’All Star Game, ne vedremo delle belle.

Si è già iniziato con il botto con la trade che ha portato Rudy Gay a Toronto nel giro a tre che ha coinvolto anche Jose Calderon e Tayshwan Prince come pezzi pregiati, dirottati rispettivamente a Detroit e Memphis.

Di carne al fuoco ce n’è tanta, i rumors si stanno via via infittendo e filtrare le bufale, o le semplici voci senza fondamento è impresa ardua.

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Uno dei pezzi pregiati di questo mercato è sicuramente Josh Smith, con la dote del suo contratto in scadenza, che sta interessando mezza NBA con le favorite Brooklyn e Houston in pole per accaparrarsi il dubbio privilegio di prenderlo e poi rifirmarlo a cifre improponibili per i prossimi 4/5 anni.

I Nets mettono sul piatto della bilancia il contratto di Humpries, due anni a 12 milioni, ma dovrebbero coinvolgere un terzo team, perchè Atlanta vuole flessibilità salariale, visto che per il prossimo anno svuota 30 milioni di cap, vuole ricostruire e quindi potrebbero fare gola i contratti che può offrire Houston, tra giovani, scelte e cash consideration.

A Houston cercano anche Danny Granger, che i Pacers potrebbero spendere volentieri in caso di giusta offerta, vista la vertiginosa crescita di Paul George ed è attirata da cosa i Rockets possono offrire.

Sempre Indiana potrebbe prendere tutti di sorpresa e mettere sul mercato anche David West, alla miglior stagione in carriera senza un play degno di tale nome, ma con il contratto in scadenza e sulla base del fatto che difficilmente riuscirà a replicare una stagione del genere. Nell’ipotetico affare i Pacers vorrebbero anche includere uno tra Gerald Green, che ha bruciato le sue cartucce per i soliti problemi di poca consistenza mentale, e Dj Augustin.

i Nets puntano anche pure Ben Gordon, per dare verve a una panchina che non ne ha punta, visto il fallimento di Marshon Brooks, e una squadra troppo prevedibile e scoordinata per ambire a qualcosa di grosso.

Sempre gli Hawks potrebbero avere discreto movimento in uscita, visto che Devin Harris, Zaza Pachulia, Kyle Korver, Antohny Morrow e Joan Petro sono tutti in scadenza e possono rientrare nel calderone dei threesome tra squadre.

Nonostante Carmelo Anthony abbia dichiarato di non voler cambiare assetto, perchè crede su questo gruppo, si fanno forti le voci che vorrebbero i Knikcs interessati a riprendere in mano il discorso interrotto in estate con Phoenix per cedere Iman Shumpert per Jared Dudley, che sfoltirebbero volentieri in reparto play/guardie per aggiungere stazza in ala.

Lo scambio ipotizzato a mio modo di vedere più sconvolgente è quello su cui hanno discusso Raptors e Bulls inerente una trade Boozer/Bargnani. A me una cosa del genere era venuta in mente, e piaceva, meno di un anno fa, ma oggi, gli scenari sono cambiati, il Mago è in caduta libera, Boozer in forte crescita e sta dando per la prima volta in 3 anni senso ai soldi che i Bulls gli allungano. E’ più partecipe in attacco, si integra bene con Noah, gioca in una posizione e copre degli spazi che Gibson non ha nelle sue corde, e si sta pure impegnando in difesa. Se a Tom Thibodeau arriva Bargnani, oltre a non dormire la notte per trovargli un contesto difensivo, gli prende lo sconforto più completo. Alla fine di miracoli ne ha fatti, vedi Belinelli, vedi Butler, vedi all’addomesticamento di Nate Robinson, ma se facesse difendere pure il romano, avrebbe all’attivo più miracoli di Gesù Cristo.

Penso che di tutto quello che si dice su Pierce, Garnett e i Celtics, si rivelerà tutto un bluff. Danny Ainge ci prova a cederli, ma poi si fa sempre prendere dai sensi di colpa, perchè quei due hanno una cosa che a Boston è sacra e vale più di mille giocatori o ricostruzioni: il “pride”. Che va onorato fino in fondo.

Viceversa ci sono diverse squadre sottotraccia che possono muovere parecchia roba: I Magic stanno sfogliando la margherita per capire cosa possono ottenere da JJ Reddick (paventato un suo possibile approdo a Milwaukee, non proprio il contesto ideale per le doti dell’ex Duke), che diventa RFA a fine stagione e potrebbe interessare qualche big alla disperata ricerca di punti e tiro per consolidarsi come contender, con un occhio di riguardo verso l’ovest (tipo io ce lo vedrei ad hoc a dare imprevedibilità a Memphis). Ma anche Bucks (Ilyasova, Dalembert, Gooden), Sixers (Dorrell Wright, Nick Young) e Wizards (Trevor Ariza) hanno materiale meritevole di essere preso in considerazione.

Spostandoci ad ovest, una situazione calda è quella dei Jazz, che hanno la frontline più lunga della lega con Jefferson, Milsapp, Kanter e Favors, ma non lo spazio per farli giocare tutti. Posto che Favors e Kanter sono il futuro e un piccolo tesoro da coltivare, uno tra Jefferson e Milsapp deve essere ceduto. Tra l’altro entrambi sono in scadenza, e a fine anno sono eleggibili di rinnovo pure Burks e Hayward, per cui i conti se non li fanno ora li dovranno fare a luglio. Da quello che filtra sulle sponde del lago salato, sembra che l’intenzione è quella di cedere Paul Milsapp, che avrebbe più estimatori, e un costo più accessibile. Interessa infatti a Spurs, Thunder e Lakers se decidessero realmente di cedere Pau Gasol.

Proprio i Lakers devono capire cosa vogliono realmente. Dicono di non aspettarsi scenari che coinvolgano i due centri, ma è innegabile che uno dei due è di troppo, ed alla luce della ultime prestazioni, potrebbe essere a rischio la situazione dell’ex Magic, che gioca controvoglia sul dolore, non ha mordente, non sembra mentalmente in grado reggere la pressione di una grande piazza e della competitività di Kobe Bryant.

A San Antonio, Buford, sta in tutti i modi cercando un acquirente per DeJuan Blair, per cash o seconde scelte, ma è anche nel mix per aggiungere a roster un centro degno di tale nome, rendendo spendibile anche Tiago Splitter, la sorpresa in positivo di questa stagione Spurs.

Tra i tanti nomi che circolano c’è quello di Nikola Peckovic, il cui destino a Minneapolis è incerto, perchè è RFA, e avrebbe una lunga fila di estimatori pronti a offrirgli il mondo. Si dice che Portland stia preparando un offerta che sa tanto anche di ripicca per quella fatta in estate dai T’Wolves per Nicholas Batum.

Occhio a Denver, che ha in Timofey Mozgov una della possibili sorprese della deadline.

Si perchè il russo piace a molti, anche al suo attuale coach, George Karl, che candidamente ha detto di apprezzarlo, ma di non avere, per equilibrio e incastri tecnici, minuti da dargli. Uno come lui sarebbe un grande rinforzo per molte squadre. Si paventava di un possibile interessamento dei Bulls, lunghi sugli esterni, ma corti sotto nelle rotazioni, che spenderebbero volentieri la carcassa quasi putrescente di Rip Hamilton per avere 216 cm di buttare nel ruolo che era si Asik, di vice Noah (tra l’altro in convalescenza).

Poi c’è la questione Clippers, che ha in mano un talento grezzo come Eric Bledsoe, il cui valore attualmente è alto, e che mira ad avere sempre più minuti in una squadra che sta ritrovando gli infortunati Billups e Hill e che potrebbe approfittare del momento di gloria dell’ex Kentucky per ottenere un lungo da rotazione più affidabile della coppia Turiaf-Hollins, oppure aggiungerlo in un pacchetto che comprenda uno tra Butler e Jordan per rinforzarsi con la formula del 2×1 in uno di quei due reparti.

Boston ha rifiutato, sia per Pierce che per Garnett, ma la patata bollente potrebbe essere girata altrove.

Infine ci sono le outsider, ovvero le squadre che possono rientare in ogni rumors per la prelibatezza dei contratti che hanno a disposizione, come Phoenix, che ha rotto con  Marcin Gortrat e dalla cui cessione vorrebbe mettere anche ordine magari includendo nel pacchetto un altro paio di nomi (Beasley? Morris? Johnson?) o come Dallas che ha uno Shawn Marion prossimo alla scadenza (tra due anni) e un Vince Carter che può attirare attenzioni. Entrambi hanno però richiesto garanzie, in caso di cessione, di andare in qualche contender.

Tra le outsider mi piace inserire anche Sacramento e Minnesota, che hanno una molteplicità di contratti interessanti e scambiabili: Thomas, Fredette, Brooks, Garcia, Salmons i primi, Barea, Ridnour, Williams, Amundson i secondi.

Tutta gente che è destinata a muoversi, se non a febbraio, a giungo prossimo.

In casi come questi, dei volponi come Sam Presti, potrebbero piazzare qualche colpettino, per completare i Thunder con qualche tassello mirato e prezioso. Alle fine oltre ad avere appeal per un giocatore in cerca di contender, ha anche qualche carta da giocare, tipo i contratto di Maynor e Martin in scadenza o quelli succulenti dei rookie Lamb e Jones, che al momento sono troppo acerbi per calcare con insistenza il parquet.

E sono anche ben conscio che questo articolo, già tra una settimana, sarà vecchio e obsoleto.

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