Il Draft NBA a caldo: Analisi. Western Conference

Dopo la prima parte, ecco la mia analisi del draft, squadra per squadra delle franchigie della Western Conference

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Dallas Mavericks

Draft: Shane Larkin, Ricardo Ledo

In una girandola di scambi con Atlanta e Milwaukee sono riusciti a mettere le mani su due giocatori utili per il tipo di squadra che immaginano sia come opzione A (Howard) che come opzione B (senza Howard). Ledo è una scommessa, ma ha il talento per essere un potenziale steal.

Houston Rockets

Draft: Isaiah Canaan.

Hanno trovato uno di quei giocatori che ama giocare il pick & roll con cui iniziano tutti i giochi di  McHale e partirà come 3° play al posto di Brooks, che non verrà confermato.

Memphis Grizzlies

Draft: Jamaal Franklin, Joffrey Lauvergne, Janis Timma

Si aspettano che Franklin diventi il nuovo Allen, e nel frattempo hanno scelto prospetti europei che possono tornare buoni in futuro.

New Orleans Pelicans

Draft: nessuno.

Hanno scelto Noel per andare a prendersi Holiday cedendo pure la loro prima scelta (protetta top 3) del prossimo draft. Se il ginocchio di Noel è davvero di cristallo e il prossimo anno vanno in tarda lottery o nelle prime 3 hanno vinto loro.

San Antonio Spurs

Draft: Livio Jean-Charles, DeShaun Thomas

Scelte da Spurs per gli Spurs, che mettono dentro 2 ipotetici cambi per Leonard, il primo da sviluppare, l’altro subito pronto. Il francese non so se varcherà l’oceano ma prima di un paio di anni non dovrebbe vedere molto il campo. Ma Thomas non aveva rifiutato di dare il suo numero di cellulare perchè non voleva andare in Texas?

Denver Nuggets

Draft: Erik Green

Avevano scelto Gobert ma lo hanno ceduto insieme a Koufos (in un’altra trade). Chiaro sintomo che giocano il tutto per tutto con McGee. Arriva Green che imparerà il mestiere da Miller prima di essere buttato nella mischia alle spalle di Lawson.

Minnesota Timberwolves

Draft: Shabbazz Muhammed, Georgui Dieng, Lorenzo Brown, Bojan Dubljevic

Il loro draft mi è piaciuto moltissimo. Chiudono i buchi a roster con due giocatori pronti subito e in grado di crescere. Muhammed è un mi pallino e nonostante tutti i dubbi che si porta dietro, può diventare in tempi brevi giocatore da 15 a partia che sono una manna dal cielo, sul perimetro, per i Wolves. Dieng cambia entrambi i lunghi, completandoli con le sue peculiarità difensive. Brown probabilmente farà la spola tra fondo pance e D-League, il serbo è una scommessa da correre, a rischio 0.

Portland Trail Blazers

Draft: Cj McCollum, Allen Crabbe, Jeff Withey, Grant Jerrett, Marko Todorovic

In un colpo solo hanno preso il cambio di Lillard (potendoci giocare pure assieme), un tiratore, due lunghi da legna e comprimari e un prospetto. Si sono in pratica messi a posto uno panchina giovane e futuribile, e nel frattempo hanno accumulato asset nel tempo che decidono cosa fare di Aldridge.

Oklahoma City Thunder

Draft: Steven Adams, Andre Roberson, Alex Abrines.

Adams c’era da aspettarselo, a me non convince tanto, ha le carte in regola per diventare un onesto titolare come un bust clamoroso, Roberson non l’ho ancora inquadrato ma perlomeno centra un loro need che era il cambio naturale di Durant per quei pochi minuti che va a sedersi. Entrambi le loro prime scelte, in un modo o nell’altro chiudono spazi a Perry Jones III. Abrines dicono sia forte forte e possono permettersi il lusso di aspettarlo.

Utah Jazz

Draft: Trey Burke, Rudy Gobert

Loro al draft volevano un play e un centro. Missione compiuta, con il meglio del meglio che potevano portare a casa. Burke può diventare un nuovo Lillard, nel senso che dal primo giorno può avere le chiavi in mano e guidare la squadra con le marce che decide lui, Gobert è grezzo, a me non piace quel tipo di giocatore, ma come 3/4° lungo, senza chiedergli troppe cose può valare il rischio che hanno corso loro per prenderlo da Denver.

Golden State Warriors

Draft: Nemanja Nedovic

Pescano un giovane prospetto europeo che avrà modo di maturare in Europa e tornare utile tra qualche anno. Il loro core al momento è a posto e la mossa di guardare nel vecchio continente è stata saggia.

Lo Angeles Clippers

Draft: Reggie Bullock

I Clippers in ala piccola hanno Barnes e Butler, ma non si fidano di nessuno dei due, per ovvi motivi. Bullock è un giocatore affidabile e un tiratore che con Paul può avere senso. Si gioca i minuti facendosi trovare pronto in difesa da Rivers.

Los Angeles Lakers

Draft: Ryan Kelly.

Se fa la squadra, può tornare utile per la sua intelligenza cestistica.

Phoenix Suns

Draft: Alex Len, Archie Goodwin, Alex Oriakhi

Avevano la possibilità di mettere le mani su McLemore e se Len non diventa uno dei primi 5 centri NBA velocemente rischiano di mangiarsi le mani. Len è atteso a un anno in cui probabilmente nemmeno giocherà titolare nell’attesa di sbolognare Gortrat. Goodwin è esplosivo e rapido come pochi altri in questo draft e può invece trovare da subito molti minuti del deserto che i Suns hanno nel backcourt. Oriakhi è il classico lungo da legna che fa sempre comodo.

Sacramento Kings

Draft: Ben McLemore, Ray McCallum

Mi aspettavo McLemore non oltre le prime 5 scelte. Probabilmente qualcosa del suo carattere non ha convinto appieno le 6 squadre che hanno scelto prima dei Kings che rischiano di avere per le mani il loro reale giocatore franchigia altro che Cousins o Evans. O magari la loro compagnia lo può portare su una brutta strada. Quando si parla dei Kings non c’è mai da sorprendersi di niente anche se con la nuova dirigenza tante cose sono destinate a cambiare (in meglio?). Di certo McCallum può rivelarsi una gran bella presa e giocarsi da subito i minuti da starter con Thomas.

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