La scelta dei Celtics

I Celtics firmano per 6 anni a quasi 4 milioni annui Brad Stevens, 36enne tra i coach più intriganti del panorama NCAA degli ultimi 3/4 anni.

E riuscito per 2 anni in fila a portare un mid Majors collegiale alle vette del torneo NCAA ed è andato a un tiro da metà campo in & out di Hayward dal vincere il titolo.

La sua è una storia di come il successo non sia piovuto per caso, ma che sia stato veicolato da una mente brillante e dalle opportunità sfruttate.

Era diventato un guru dei coach NCAA appena più che trentenne, per dire.

Brad+Stevens+Butler+v+Louisville+qtUKLS2Y6yal

Aveva già avuto approcci dal mondo della NBA, ma il contesto, il momento e le opportunità che si erano create non lo avevano soddisfatto. La sua lungimiranza è stata premiata perchè anzichè cogliere al balzo la prima offerta che gli capitò, con la probabilità di bruciarsi la carriera tra i Pro ha aspettato, il suo valore è accresciuto e questi nuovi Celtics sembrano proprio essere il tipo di squadra ideale per il suo esordio NBA.

I nuovi Celtics, che hanno lasciato partire Pierce, KG, Terry e Rivers. Che secondo le parole di Ainge non sono in rifondazione e non tankeranno perchè non è nello spirito del Pride bostoniano. Ainge è un trollone clamoroso. Fa scelte discutibili, ma non senza ponderare appieno i pro e i contro. Le sue mosse non sono frutto di un capriccio, ma di attenta analisi. Ci sono rischi che un GM deve correre e Ainge ha la personalità per farlo, nel bene e nel male.

Quindi ben venga 1 o 2 anni di transizione, ben vengano le dichiarazioni di orgoglio che poi si tramuteranno in fuffa, perchè il roster è semplicemente il roster di una squadra da lottery che giocherà per la lottery.

Io non sono un esperto di basket NCAA, ma per quel poco che ho visto di Butler, Stevens mi pare un coach in grado di fare le nozze con i fichi secchi. Un coach che sa costruire tecnicamente ma soprattutto mentalmente una squadra operaia, che non gioca il basket più bello del mondo, ma lo fa in modo strutturato e articolato, frutto del retaggio NCAA in cui le mid majors non possono permettersi gli All-American sicchè ripiegano sul sistema.

Non voglio sbilanciarmi, ma vedo in Stevens un attitudine, una ricerca maniacale dei dettagli, un’etica e una scuola di pensiero simile a quella di Tom Thibodeau, con un carattere probabilmente più flessibile.

I Celtics oggi sono una squadra senza ne capo ne coda, con il punto fermo Rajon Rondo e poi tanti corpi da spendere sul parquet senza un senso logico.

Ainge avrebbe potuto dare a Rondo un coach per Rondeggiare in disinvoltura, come Del Negro, come altri zozzoni del genere, invece ha messo in chiaro che anche in un momento di ricostruzione, ci deve essere un senso tecnico a tutto ciò. E che nessuno è incedibile…

Rondo è la prima donna, ma non è detto che abbia credito illimitato. Si fa quello che dice Stevens, l’investimento fatto su di lui è importante ed è bene mettere in chiaro le priorità.

La sfida di Stevens è intrigante. Ha sempre allenato squadre che corrono poco, quasi nulla, che giocano con il cronometro e che hanno l’imprinting di fare “sabbie mobili” per spezzare il ritmo della partita.

Traslare questi concetti a livello NBA oltre che essere di difficile attuazione rischia di bollarti come un coach incapace di adattarsi al contesto.

Rick Pitino, precedessore di Stevens come coach dei Celtics con modalità affini, pagò sulla sua pelle tutto ciò. Arrivo a Boston, in una Boston giovane e costruita tramite il draft e cercò di portare in NBA il suo gioco fatto di pressione tutto campo e ricerca ossessiva del tiro da tre. Durò poco.

Altri prima di lui hanno percorso la strada che dalla NCAA porta alla NBA e in molti hanno fallito. Tim Floyd, insegna.

Ma si trattava spesso di coach dalla spiccata personalità, nel pieno della loro maturità cestistica e quindi incapaci di reinventarsi.

Il nuovo coach dei Celtics ha tutte le carte in regola per funzionare, ha le spalle coperte dalla società ed ha tutto il tempo di lavorare su se stesso e la sua nuova squadra.

Fa strano che ci sono almeno 6/7 giocatori NBA più anziani di lui…

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