Power Ranking: Eastern Conference

Ad est rispetto ad altri anni si prospetta una ricambio di squadre al vertice. Oltre ai soliti Heat, Knicks e Pacers (in crescendo) si affiancano le squadre che più di tutte in regular season hanno cambiato pelle come Nets o Pistons, fino ad arrivare alle squadra di belle promesse, rampanti e pronte a giocarsi l’accesso ai playoff.

15. Orlando Magic

Dovranno dare quasi 60 milioni di dollari a giocatori che non sono più a roster. Ma chi se ne frega, tanto loro giocano a perdere più di qualunque altra squadra.

Hanno un roster giovane, di talento, con prospetti interessanti e la voglia di aggiungerne altri a fine stagione via draft. Hanno in casa buona parte del roster di domani con Olapido, Harckless, O’Quinn, e Harris che avranno tanti minuti e tante possibilità di sbagliare, senza pressioni, con poche attese. Tanto non li rincorre nessuno.

Davis e Nelson assicurano un minimo di spogliatoio e sono due veterani che possono aiutare nel processo di crescita, con il contro di fargli vincere qualche partite di troppo per svezzare i più giovani.

Previsione: sotto le 20 vittorie.

14 Philadelphia Sixers

Si sono auto imposti la ricostruzione cedendo Holiday, la loro star e uomo franchigia, per scommettere sul potenziale di Noel.

Sono malmessi sul perimetro, hanno evidenti carenze in playmaking e anche sotto canestro non vivono nell’abbondanza.

Potrebbero sfruttare l’annata per mettere in mostra Young e Turner per vedere se interessano a qualcuno e sicuramente daranno da subito carta bianca a Carter-Williams che tradotto in parole povere vuol dire non pensare nemmeno per sbaglio a vincere troppe partite.

Da quanto vogliono puntare alla lottery sono rimasti immobili sul mercato dei free agent e sono stata l’ultima squadra a scegliersi un allenatore, incapaci di capire oggi quale direzione seguire per il futuro.

Hanno 10 milioni ancora da spendere per raggiungere il salary floor, ovvero il minimo consentito di monte salari, per cui tanti free agent rimasti al palo non vedono l’ora di sfruttare la clausola “Kwame Brown”, ovvero firmare un annuale al doppio del proprio valore, per riempire quel buco.

Previsione: fanno a gara con Orlando per vincere il minor numero di partite, per me sotto le 20.

13. Boston Celtics

Anno 0. La squadra di Rondo, tanti scarti, e una ricostruzione che si prospetta lunga, almeno 3 anni prima di poter provare a essere ambiziosi.

La trade con i Nets ha travolto il roster, pienandolo di scarti, giocatori sopravvalutati e gregari di basso profilo che faranno fatica a reggere il campo senza il contesto a cui erano abituati. Mancano tiratori, ma soprattutto a parte Rondo, manca chi possa metterli in ritmo quei tiratori e magari che possa dare una mano a fare canestro. Ho timore che saranno diverse le partite in cui i Celtics non raggiungeranno i 70 punti segnati.

Tra tutti però emerge Jeff Green che finalmente ha trovato un senso in questa lega ed è pronto a giocare una stagione da protagonista che potrebbe proiettarlo nei Celtics del futuro come un elemento da cui ripartire.

C’è tanta curiosità circa Stevens e Olynik. Boston oggi è l’ambiente giusto per un esordiente in panchina che viene da un mondo totalmente diverso e ha bisogno di tempo di adattarsi. Il rookie invece ha impressionato alla summerleague con il suo talento offensivo che lo propone come elemento intrigante e come probabile giocatore di culto.

Il resto mi pare veramente carne da macello in attesa di trovare qualcuno disposto a prenderseli. Nonostante Ainge dica il contrario, giocano palesemente a perdere per avere chances di portare a casa qualche fenomeno il prossimo draft.

Previsione: 25 vittorie sono troppe?

12.Toronto Raptors

Il primo anno dopo Colangelo, con Masaj Ujiri al comando sarà di transizione, con la cessione di Bargnani che non sarà la prima ne l’ultima. Nessuno è incedibile, con l’offerta giusta tutti sono spendibili.

La sensazione è che comunque vogliano costruire attorno a Rudy Gay e Jonas Valanciunas, forse Demarr DeRozan. Che sono tra l’altro gli unici giocatori di talento/prospettiva/solidità che hanno a roster e su cui possono puntare.

Non capisco perchè tutto quell’affollamento di mezzi giocatori sul perimetro, che vede la presenza di un giocatore da lanciare come Ross e gregari come Fields, Richardson, Novak, Augustin e ora anche Daye. Probabilmente l’idea è partire con un quintetto classico con due lunghi e poi giocare tanta smallball con Gay da 4 e Valanciunas unico lungo.

Il lituano è atteso a una grande stagione, durante la Summer League ha dominato e vinto il premio di MVP. Dovrebbe aver imparato a stare in campo nella NBA senza spendere troppi falli ed adesso è pronto a mostrarci appieno il suo potenziale.

Ma la strada è ancora lunga e passerà attraverso altri viaggi in lottery alla ricerca dei tasselli giusti.

Previsione: non credo raggiungano 30 vittorie.

11. Charlotte Bobcats

Sono ancora una pessima squadra, ma iniziano ad avere un senso. Le manovre che hanno fatto negli ultimi 3 draft stanno iniziando a dare i frutti sperati e un mercato estivo concreto li può rilanciare.

Non a livello PO, dove mancano ancora diversi tasselli e ci sono squadre più attrezzate. Però possono compiere quel fatidico passo avanti che avevano in parte compiuto a inizio stagione scorsa prima di farne 2 indietro.

Walker è pronto a ereditare una volta per tutte la chiavi della squadra in mano, Henderson è un giocatore che è stato spesso sottovalutato, Kidd-Gilchrist, Byombo e Zeller sono ottimi complementi, Jefferson è un lungo che offre 20+10 a sera anche se di dubbia utilità ma in una squadra del genere sono comunque una manna dal cielo.

La panchina continua a rimanere corta, piena di cianfrusaglie e senza veri veterani in grado di creare un minimo di mentalità vincente anche se hanno epurato diversi giocatori dalla presenza ingombrante in spogliatoio e sperano nella maturazione di questo gruppo per fare una discreta stagione.

Previsione: 30 vittorie, a “rischio” playoff prima di un crollo dopo la pausa dell’All Star Game.

10.Milwaukee Bucks

Una decina di giocatori nuovi in Wisconsin per dare un netto taglio con il passato e proporsi rinnovati ai propri tifosi che ne avevano avuto troppo degli eccessi di Jennings e Ellis e del tipo di gioco portato avanti da Skiles.

A loro non interessa fare tanking, sono la classica squadra che vuole rimanere in quel limbo che vuol ambire ad un posto ai playoff e a una scelta bassa in lottery, perchè devono fare incasso e non possono permettersi di perdere i già pochi tifosi che hanno.

La squadra non sarebbe neppure malaccio anche se piena di giocatori di seconda fascia: Mayo ha la squadra in cui può fare quello che vuole come non ha mai avuto in carriera, Knight può sfruttare l’occasione per costruirsi una nuova reputazione, Ridnour e Delfino sono giocatori solidi specializzati nel far vivacchiare le proprie squadre, Butler è in caduta libera ma sa giocare a basket.

Costruiranno le proprie chances sulla difesa mentre in attacco rischiano di sprecare, sotto la guida di Drew, le potenzialità che hanno specialmente sul perimetro. Con Boylan perlomeno correvano e ribaltavano il lato dando un senso di fluidità al gioco. Se Drew usa lo stesso approccio che usava a Atlanta, il loro gioco sarà soporifero e inconcludente.

Previsione: 35 vittorie, a stento, perchè comunque il talento c’è, ma comporlo in senso compiuto con una squadra rivoluzionata non è facile.

9.Atlanta Hawks

La squadra è quadrata, come ormai da 5 anni a questa parte e vedere cosa combinerà da capo allenatore il guru degli assistenti Budenholzer mi incuriosisce.

Ferry ha provato a strappare alla concorrenza Paul e Howard ma sottotraccia già lavorava al suo vero piano, ovvero rinnovare ma senza costruire, per continuare a puntare ai playoff per fare più incassi. Hanno perso talento ma hanno acquistato solidità e confermato il nucleo base (escluso Smith) che li mantiene da corsa ad est per uno degli ultimi posti ad est per i playoff.

Hanno pochi punti nella mani, perchè ne Horford ne Milsapp sono giocatori in grado di guidare da prime punte un attacco NBA, Williams è un giocatore di rottura dalla panca ma non è in grado di esserlo continuativamente, Teague è solido ma non eccezionale.

Probabilmente in difesa daranno fastidio a molti, perchè sono fisici e possono adattarsi a diversi avversari. Giocheranno con ardore senza mai risparmiarsi perchè il roster è pieno di giocatori generosi e al pubblico può fare bene vedere una squadra che sputa sangue dopo aver visto alcune edizione di Hawks senza troppo mordente.

Sotto canestro sono lunghi, hanno qualità e solidità, ma sul perimetro sono ad infortunio dal disastro.

Previsione: lottano per l’ultimo posto ad est e lo so raggiungono è perchè qualche squadra ha deluso. Non li comunque vedo oltre le 35 vittorie.

8. Cleveland Cavaliers

E’ l’anno buono per far assaggiare i playoff a Irving e compagnia. Vi immaginate un primo turno di playoff contro gli Heat di James? Un sogno!

Scherzi a parte, hanno le carte in regola per arrivare alla post season tra il 6° e l’8° posto. Se l’acquisto di Bynum funziona possono puntare a un primo turno di playoff più agevole perchè ad est centri del genere non ci sono e gli avversari dovranno adattarsi. Anche se oggi il basket va verso una direzione più dinamica, anche se la testa non è delle migliori se creano attorno al bambinone le condizione per sfruttarne i pregi, ha il talento per incidere.

Irving è di per se una sicurezza che garantisce almeno 30 vittorie. Il problema principale lo scorso anno erano gli infortuni e la difesa. Se il fato è incontrollabile, per la difesa si sono attrezzati con Mike Brown che nonostante tutto rimane uno dei migliori coach NBA a preparare trappole e far giocare male gli avversari.

Ci sono tanti giovani in rampa di lancio, il giusto mix tra specialisti, veterani, giocatori di complemento e di potenziale, giocatori in grado di variare il gioco in attacco e difesa. Avevano un enorme buco in ala piccola, e in parte lo hanno coperto con la quantità. Occhio che verso gennaio potrebbero muoversi sul mercato perchè hanno qualche asset interessante per migliorarsi, specialmente se Bennett dimostra di essere pronto da subito a contribuire con un 12+6 a sera rendendo spendibili altri suoi compagni di reparto.

Previsione: 40 vittorie almeno, che ad est bastano per arrivare ai playoff, ma se i pianeti si allineano possono anche scavalcare le 40.

7. Detroit Pistons

Che inizino a intravedere la luce in fondo al tunnell dopo anni di scelte sbagliate, promesse disattese e sfiducia generalizzata che pervade non solo la squadra ma tutta la città di Detroit?

Ok, avere gente come Jennings e Smith come prima e seconda opzione offensiva non è il massimo della vita. Ok, avere un coach che predica un gioco obsoleto per gli standard moderni non offre molte garanzie.

Ma diversamente dagli altri anni hanno tanto potenziale da diventare una sorpresa ad est e per come sono costruiti sono intriganti.

C’è talento, c’è esperienza, ci sono giovani emergenti, ci sono veterani che possono traghettarli e ci sono giocatori solidi completano il tutto.

L’incognita principale è dettata dall’integrazione tra Smith e gli altri due lunghi. Tutti e tre hanno caratteristiche per giocare assieme o in alternanza, ma la testa e l’approccio di Smith possono renderli devastanti o far crollare tutti gli equilibri.

Previsione: 41 vittorie, è un bersaglio che possono centrare tenendo conto che ad est tante squadre giocano a perdere e la pazzia di Jennings e Smith qualche vittoria extra la garantiscono. Non vederli ai playoff sarebbe una grande delusione.

6. Washington Wizards

Mi piace come si sono mossi. Ovvero senza strafare, confermando i giocatori che era indispensabile tenere, mettendo come priorità la cementazione del gruppo che attorno al ritorno di John Wall ha fatto bene negli ultimi 2 mesi di regular season.

Io sono sempre stato scettico su Wall, ma sono anche estasiato da come ha giocato da quando è tornato dall’infortunio. Ha alzato il livello del suo gioco sotto tanti aspetti, in particolare è diventato leader dimostrando di poter essere la pietra angolare del futuro dei Wizards.

La squadra si poggia su un nucleo giovane, composto da Wall, Beal, Poter, Seraphin, Booker e da tanti veterani non ingombranti ma soprattutto utili, come Okafor, Nene, Ariza e Webster, l’ultimo dei quali è anche uno dei leader dello spogliatoio.

Non mi convince Wittman, ma gli va dato un po di credito per aver epurato le mele marce e dato solidità allo spogliatoio. Possono rivelarsi l’outsider ad est, forse ho esagerato nel promuoverli sesta forza ad est, ma  ho ancora negli occhi il loro finale di stagione scorsa chiuso con un record simile a Knicks e Nuggets.

previsione: 45 vittorie sono alla portata. Il rischio sta nella condizione fisica sospetta di tanti giocatori propensi a infortunarsi. Se sono tutti sani i tifosi della capitale hanno una squadra che farà divertire.

5. Chicago Bulls

Torna Rose, ma come torna? E’ stato fermo un anno, ci aveva lasciato da MVP ma che tipo di giocatore sarà? In grado di rompere a piacimento le difese o sarà più riflessivo perdendo la sua caratteristica più importante?

Thibodeau in panca è comunque una sicurezza e saprà riadattare il suo sistema di gioco sulle peculiarità di D-Rose, forte del suo collaudatissimo sistema difensivo e di un Jimmy Butler in rampa di lancio che sta modellando come fa un accorto sculturo con il suo blocco di marmo.

Per il resto rimangono le solite certezze (Noah, Deng, Hinrich) e i soliti problemi (Boozer, una panchina ancora troppo corta specialmente sotto canestro, difficoltà a reperire punti istantanei). Dicono che Snell possa dare un contributo da subito, in entrambe le metà campo. Thibodeau lo butterà nella mischia da subito? Quanto tempo gli occorre ad essere “educato” cestisticamente?

Previsione: dipende dall’impatto di Rose. Sono da 50 vittorie se torna fisicamente e mentalmente ritrovato.

4. New York Knicks

La scorsa stagione regolare erano stati ottimi fino a marzo, poi sono lentamente implosi quando la struttura tattica che li aveva resi devastanti è crollata sotto forma di percentuali al tiro in ribasso e perchè probabilmente si sentivano appagati per la regular season disputata fin lì.

Si presentano al via della nuova stagione con le solite (in)certezze e un look diverso. Restano la solita squadra in grado di incendiare l’avversario a suon di triple e parziali, hanno perso tanto fosforo con Kidd (ma nei playoff era talmente alla frutta che non ha dato nessun tipo di contributo), hanno tolto dal roster qualche giocatore inutile e sacrificabile e si presetano un con Bargnani e un Metta World Peace in più.

Con Bargnani possono permettersi di far giocare Melo esattamente dove giocava lo scorso anno senza rompere le spaziature in attacco che funzionavano aggiungendo però stazza fisica che torna sempre utile. Metta Wolrd Peace fornisce una buona dose di ignoranza difensiva che lo scorso anno mancava e oggi Woodson può bilanciare i quintetti in modo più equilibrato senza ricorre agli espedienti del tipo Shumpert da ala piccola che sono costati tra le altre cose la serie contro i Pacers.

Rimane sempre il problema Stoudemire: è un giocatore inutile in questa squadra, forse addirittura dannoso perchè non può giocare con Melo a meno che non sia in campo una unit comprendente Martin o Chandler + Metta World Peace, sacrificando lo spacing. E’ un rischio che Woodson non può permettersi di correre

Previsione: 50 vittorie in scioltezza. Concorrono con i Nets per la 3° piazza ad est che significa un turno molto più agevole.

3. Brooklyn Nets

Non penso riusciranno a vincere il titolo, probabilmente non arriveranno neanche in finale di conference, perchè verosimilmente troveranno sul loro cammino o i Pacers o gli Heat, squadre di gran lunga superiori se non per talento complessivo almeno per amalgama e struttura.

I dubbi sostanzialmente risiedono nella convivenza di troppe stelle nel solito rettangolo di gioco. Ogni star del quintetto deve sacrificare qualcosa per il bene comune. Non vedo problemi a dimezzare gli isolamenti per Johnson e ridurlo a tiratore piazzato, non vedo problemi nel concedere a KG solo qualche tiro da fuori in pick & pop, e probabilmente non sarà un problema dire a Pierce che avrà a disposizione 10 tiri a sera anzichè i canonici 15/20 possessi da star e leader a cui era abituato. Anzi, Pierce e Garnett possono arrivare pure più freschi ai Playoff giocando con le marce ridotte per 6 mesi. Piuttosto tra Deron Williams e Brook Lopez possono nascere scintille. Lopez è stato l’attaccante più efficiente dei Nets lo scorso anno, ma la seconda parte di stagione di Williams lo ha rilanciato per il ruolo di leader tecnico della squadra. Dalla loro sinergia passano le chances dei Nets.

La panchina è profonda e piena di specialisti, ci sono difensori (Kirilenko, Evans), c’è gente intelligente (Livingston), c’è potenziale offensivo (Anderson e Blatche) ma mancano tiratori piazzati eccezion fatta per Terry (comunque più abile a crearsi un tiro dal palleggio che non su scarico) e Teletovic (che nel primo anno NBA in carriera ha deluso).

Io sono ottimista circa Kidd. E’ un esordiente, nominato Head Coach antecedentemente l’arrivo in massa da Boston, ma adesso la sua presenza paradossalmente ha acquistato più importanza di prima. Ha il compito di forgiare il gruppo, di mettere insieme e far funzionare lo spogliatoio proprio come faceva da giocatore ed ha il carisma e il rispetto per farsi ascoltare. Tanto tecnicamente il lavoro sporco lo farà Frank.

Previsione: Da 55 a 50 vittorie ma possono perdere terreno a favore dei Knicks se il processo di integrazione dei primi mesi va a rilento.

2. Indiana Pacers

Ovvero come migliorarsi e rinnovarsi senza perdere l’identità ha loro permesso di giocarsi l’accesso in Finale NBA alla 7° partita.

Contrariamente agli Heat gli uomini chiave hanno un anno in più ed è tutto di guadagnato. Hibbert e George sono due star in ascesa e sono attesi alla definitiva consacrazione, ovvero metabolizzare i proprio errori per non commetterli nuovamente.

Torna Granger, ma non so quanto possa essere un fattore per via delle condizioni fisiche in cui imperversa il suo ginocchio e per il fatto che è in odore di trade essendo in scadenza.

Hanno allungato la panchina con tanta qualità nei ruoli in cui avevano necessità con Watson a dare profondità al reparto guardie, Scola a fare altrettanto sotto canestro senza perdere pericolosità offensiva che era una delle cause di blackout frequenti dei Pacers quando Vogel era costretto a dare minuti di riposo a West e Hibbert.

Previsione: 55 vittorie in stagione regolare. Possono fare lo sgambetto agli Heat per il primo posto ad Est e in ottica finale di conference, sarebbe un lusso giocare i pivotal game in casa.

1. Miami Heat

Un movimento in entrata e uno in uscita per entrare nell’ultimo anno con questa configurazione. Miller è stato “amnistiato” per risparmiare quasi 30 milioni di tasse ma a malincuore, Oden è arrivato dopo 1036 giorni di inattività e prima di gennaio nemmeno scenderà in campo. E’ una scommessa, del calibro di quelle fatte per Eddy Curry, Penny Hardaway e Jermaine O’Neal: se va male la sua presenza sarà insignificante, se va bene puoi svoltare la stagione.

Puntare al threepeat è lecito, ma preservarsi durante l’arco delle 82 anzichè attentare al record di vittorie consecutive o totali dovrebbe essere l’obbiettivo principale della prossima regular season. Le altre si sono rafforzate e fanno più paura di ieri, ma Miami ha un sistema collaudato, che nei playoff è scricchiolato, ma non è andato in frantumi per la qualità a roster dei singoli individui.

Gli uomini chiave hanno tutti 1 anno di più, e se era il compromesso da pagare per aver ingaggiato negli anni i vari Allen e Battier, è Wade quello che ne risente più di tutti. Spoelstra deve sacrificare qualche vittoria in stagione regolare per non spremere troppo Wade con le ginocchia malmesse con cui dovrà convivere per il resto della sua carriera NBA e pure James che da un paio di anni arriva in fondo stremato, in preda ai crampi (finali 2012) o con poca lucidità (serie contro Pacers e Spurs 2013). Quindi è lecito aspettarsi un maggiore contributo di Chalmers, che palla in mano è l’unico Heat escluso i big Three, in grado di creare qualcosa per se e i compagni.

Previsione: 60 vittorie in una stagione al risparmio sono un obbiettivo alla portata. Raggiungerle vorrebbe dire avere il fattore campo fino alla fine, ma è accettabile anche mantenerlo almeno fino alle finali di conference.

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