L’#italbasket s’è desta. Analisi a freddo del nostro #Eurobasket2013.

Abbiamo sfiorato il sogno dei Mondiali, con una squadra decimata dagli infortuni che ci ha fatto emozionare al grido di #siamoquesti, che inizialmente è stato motivo vanto per poi diventare in corso d’opera il più classico dei dati di fatto.

Questi ragazzi hanno avuto il merito di buttarci fumo negli occhi con uno splendido primo turno, con due sconfitte risicate e una vittoria prestigiosa contro la Spagna, ma nelle tre partite che valevano tutto, sono arrivati con l’acqua alla gola, ed i nodi sono venuti al pettine.

E’ ingiusto valutare il nostro Europeo sulla base del risultato ottenuto, un ottavo posto che tuttavia è il nostro miglior piazzamento europeo post Stoccolma 2003.

E’ stato un gruppo fantastico, unito, che ha remato sempre nella solita direzione, da squadra coesa, in grado di battagliare contro chiunque oltre ogni limite e oltre ogni aspettativa. Ci hanno tradito le gambe, perchè dopo 11 partite in 16 giorni, in assetto ridotto, è normale che la lucidità venga meno, e di conseguenza i nostri sogni di gloria infrangersi.

Le ultime 3 partite sono stato l’esempio lampante di tutto ciò. Contro la Lituania abbiamo giocato alla pari per 34 minuti contro la squadra che poi ha vinto la medaglia d’argento, spendendo le ultime cartucce rimaste contro una formazione fisica, atletica, mediamente più grossa in ogni ruolo che ci ha costretto agli extra. Che poi è stato il leit motiv di tutto il nostro Europeo, quello di fare gli extra. Anche contro Finlandia e Svezia abbiamo speso oltre il consentito per il semplice fatto che il nostro unico e possibile approccio alle gare è sempre stato quello di non risparmiarsi, di lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo, per esplicito volere di Simone Pianigiani, che ha intravisto la nostra unica chances di successo sul piano mentale e motivazionale.

La grande occasione l’abbiamo gettata al vento contro l’Ucraina, una squadra di falegnami allenata benissimo, che abbiamo incontrato nel periodo di massima difficoltà dal punto di vista fisico, appena 16 ore dopo il quarto di finale perso contro i lituani.

Non siamo mai riusciti a dare continuità ad un gioco che era ormai diventato da giorni prevedibile, ma che con pazienza, esecuzione e letture giuste stava funzionando. Siamo andati a sprazzi, come normale che sia, quando la condizione fisica è calata e gli Ucraini hanno raccolto la palla al balzo, con Jeter in particolare, per conquistare il loro primo e storico pass per i Mondiali.

Contro la Serbia è stata una partita dall’esito scritto prima ancora di scendere in campo, loro reduci da 2 sconfitte clamorose, riposati, squadra lunga, giovane e ben assortita con tanta voglia di rivalsa, noi delusi, contratti, enormemente stanchi. Si è visto fin dai primi minuti che avevamo grosse difficoltà a pareggiare la loro energia e intensità. Nonostante tutto non abbiamo demeritato, abbiamo dato fondo a tutto ciò che ancora avevamo dentro e abbiamo lottato fino a pochi minuti dalla fine.

l-italbasket

Il vero successo di questa squadra è stato quello di far riavvicinare i tifosi alle gesta della nazionale, cosa che non si verificava da Atene 2004 e dal progressivo disinnamoramento che si è verificato negli anni buoi di gestioni federali sciagurate. Avevamo in mano un bel gioiello non abbiamo saputo sfruttare il ritorno di immagine di quell’argento olimpico.

La cosa ancora più bella è che oltre a ritrovare la passione per l’Italbasket, grazie al coraggio di questi 12 ragazzi, abbiamo fatto appassionare anche profani, che hanno visto in TV una squadra che andava sistematicamente oltre i propri limiti usando gli strumenti giusti per farsi ben volere: spirito di sacrificio, cuore oltre l’ostacolo, voglia di vincere nonostante i limiti.

Rimpianti? Ci sono, perchè siamo stati i primi tra gli esclusi per Spagna 2014, e abbiamo avuto opportunità a sufficienza per un piazzamento migliore.

Se proprio vogliamo vedere il pelo nell’uovo, consentitemi una piccola critica a Simone Pianigiani. Con il senno di poi è facile valutare le diverse situazioni e premetto che in linea di massima appoggio la sua decisione di ridurre le rotazioni nelle partite che contano, seguendo il vecchio adagio di Pat Riley del “ho una squadra di 12 giocatori, mi fido di 9, ne faccio giocare 8”.

Forse è andato All-In troppo presto precisamente dalla seconda fase in cui ha ridotto i minuti per Vitali, Rosselli, Diener, Poeta per tentare l’impresa con Croazia e Slovenia, ma pagando a caro prezzo questa strategia contro Lituania, Ucraina e Serbia. Una scelta che sicuramente ha ponderato bene con lo staff, e che è stata anche sensata, per certi versi.

Mi permetto di proporre le mie pagelle degli azzurri, che ho volutamente fatto a qualche giorno di distanza dalla partita contro la Serbia per ritrovare un minimo di obbiettività:

  • Pietro Aradori. Ha alternato gare spettacolari a gare ignobili. Ovvero Pietro così com’è, in tutti i suoi pregi e tutti i suoi difetti. Voto: 6,5
  • Alessandro Gentile. E’ nata una stella. #TreFregnacce è stato il top scorer dell’Italia, uscendo sempre dal pino con un impatto da veterano a fronte di 21 anni appena compiuti. Croce e delizia di noi tifosi, ha tirato fuori dal cilindro alcune giocate fantascientifiche ed inimmaginabili. Le sbavature fanno parte del pacchetto, ma sticazzi, Voto: 8,5
  • Guido Rosselli. Ha giocato in un ruolo non suo, per di più da esordiente a questo livello. Scomparso dai radar nella seconda fase per inadeguatezza. Voto: 6.
  • Luca Vitali. Idem come sopra, anche se è un veterano con la nazionale. Voto: 6.
  • Beppe Poeta. Non ci doveva essere ma visto che c’era poteva essere utilizzato qualche minuto di più viste le difficoltà di Diener. Voto: 6.
  • Nicolò Melli. Ha giocato un Europeo di grande sacrificio contro avversari mediamente più alti di 10 cm e più grossi di 15 chili. Mi ha fatto bestemmiare tanto, ma non posso biasimarlo. Alla fine è sempre un 4 sottodimensionato che ha giocato tutto l’Europeo da 5. Voto: 7.
  • Marco Belinelli. E’ un giocatore che divide. Il ruolo che rivestiva lo ha esposto alla critica, secondo me immeritata, perchè nella prima fase ha dominato nelle partite importanti. Non ha la struttura fisica per giocare ogni giorno, ma non c’erano alternative ed ha pagato più di tutti da un punto di vista fisico nelle ultime 3 partite. Sono sempre stato dalla sua parte, oggi ancora di più per aver dimostrato come pochi di tenerci. Voto: 7.
  • Travis Diener. A parte qualche sprazzo male, molto male. In questa squadra in assetto di emergenza è stato il più sacrificato perchè non poteva essere valorizzato il suo gioco. In difesa un cancro. Leggetevi il suo +/- per farvi un’idea. Voto: 5.
  • Marco Cusin. Stoico. Mi ha fatto commuovere più volte per come ha ancorato la nostra difesa facendo in pratica reparto a se. Stoppate, rimbalzi, chiusure, sacrificio, energia, fisicità. E’ stato una bella sorpresa. Voto: 8.
  • Gigi Datome. Uomo ovunque, in attacco e difesa. E’ stato spremuto fino al dolore fisico permamente da un Pianigiani che non poteva farne a meno. Ha giocato le ultime due partite in pratica su ciò che rimaneva delle sue giunture. Capitano vero. Consacrato ad altissimo livello. Voto: 9.
  • Daniele Magro. Le poche volte che è stato chiamato in campo è sembrato spaesato e non a suo agio a questi livelli. Ma cosa potevano chiedergli di più? Voto: 6.
  • Andrea Cinciarini. Due anni fa aveva difficoltà a portare palla oltre la metà campo. Oggi è imprescindibile. Con lui in campo abbiamo quasi sempre avuto +/- positivo. Tanta solidità e tanta energia. Voto: 7,5
  • Simone Pianigiani. Ha avuto il merito di forgiare questo gruppo trasformadoci in una squadra ostica a tutti. Tecnicamente ha fatto giocare un basket molto semplice e quasi scolastico, lavorando soprattutto sull’aspetto motivazionale. Voto: 8

Ora si aprano i discorsi sulle wild card, 4, per strappare gli ultimi posti disponibili al Mondiale.

In lizza ci siamo noi, Cina, Turchia, Canada, Russia, Grecia. Fosse un discorso di meriti sportivi, in un mondo perfetto, Russia e Turchia dovrebbero stare meritamente fuori. Per questioni di ranking FIBA siamo avvantaggiati sulla Grecia, per questioni Geopolitiche la Cina e il Canada (movimento in forte ascesa) dovrebbero essere dentro quasi automaticamente. La differenza però la fa sempre il vile denaro, e anche se Petrucci ha dichiarato di voler premiare l’impegno di squadra e istituzioni, nel ballottaggio a 4 per gli ultimi 2 posti disponibili, partiamo da sfavoriti.

Di più non potevamo proprio fare, abbiamo dato tutto, e come ho detto su twitter a caldo, non andremo ai Mondiali, ma con questi 12 ragazzi ci andrei in guerra. Sempre!

Vi lascio con il video del sempre ottimo Scorpyon, che ha saputo concentrare in un minuto e mezzo tutte le emozioni che hanno saputo regalarci gli azzurri in Slovenia

2 pensieri su “L’#italbasket s’è desta. Analisi a freddo del nostro #Eurobasket2013.

  1. Beh scusate ma perchè l’Italia meriterebbe la Wild Card più di Turchia e Russia? Per i risultati di questo ultimo Europeo? No perchè noi siamo arrivati 8, ma la Russia è bronzo olimpico in carica, mentre la Turchia è vice campione del Mondo in carica!
    Sinceramente non mi sembra che i risultati dell’Italia degli ultimi anni possano permetterci id metterci neanche lontanamente alla pari di molte altre nazioni…

  2. E’ solo questione di aspettare e vedere, nel ranking FIBA come andremo a posizionarci dopo questo Europeo, anche alla luce dei risultati delle nostra nazionali giovanili che quest’estate hanno fatto bene.

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