Pillole di Serie A: 1° giornata

  • La Virtus Bologna è una squadra che promette di divertire. La forte trazione perimetrale di cui è dotata la squadra di Bechi e il gioco sbarazzino, veloce ed estroso che il quintetto con Ware, Hardy e Walsh permette può fare bene ad un ambiente che si è di molto raffreddato nel corso degli ultimi 2/3 anni. Questa squadra per potenzialità e capacità di stupire, nel bene e nel male, mi ricorda un po la Virtus targata Vidivici nel primo anno di ritorno in serie A. Era la stagione 2005/2006, in panchina c’era Zare Markovski e in campo Travis Best, Christian Drejer, David Blutenthal (oggi Mister Blu), Kris Lang, Marko Milic e Karl English. Una squadra talentuosa, gestita bene che andò oltre le aspettative e portò entusiasmo a basket city. Mi sono già innamorato di Matt Walsh e del suo stile alternativo di intendere il basket: grande giocatori in 1 vs 1, trascinatore di folle, carattere fumino ma uno che con le sue giocate può infiammare il pubblico.
  • Propongo la nomina di Drake Diener a patrimonio dell’umanità. E’ un giocatore fantastico, un difensore mediocre ma una scienziato del gioco. Ha quel palleggio arresto e tiro, anche in situazioni di emergenza o drammatiche, che è puro quanto efficace. E’ uno dei miglior attaccanti del campionato e nonostante la presenza di due monopolizzatori di palloni come Green e suo cugino Travis, si costruisce da solo la gran parte dei suoi tiri. Tecnicamente è pulitissimo, non esagera con il tiro da tre, dosa le penetrazioni, gioca in quello spazio che stanno un po tutti abbandonando che va dai 5 ai 3 metri dal canestro.
  • Mea culpa su Cameron Moore di Caserta. Lo avevo visto in precampionato contro Siena e mi era parso un pesce fuor d’acqua, uno con i minuti contatati in Italia, peraltro mi soffermavo sul suo linguaggio del corpo e vedevo la furia di Molin negli occhi quando toppava un movimento difensivo. Invece nella prima giornata di campionato è stato stellare. Ha dato sfogo a tutto il suo potenziale atletico, che di per se basterebbe per dominare le aree colorate della serie A. E stato perfetto su ambo i lati del campo e nella vittoria di Caserta contro Venezia c’è molta farina del suo sacco.
  • Milano inizia da dove aveva finito lo scorso anno, ovvero con una deludente sconfitta. Già si punta il dito contro Curtis Jarrells e sulla regia. E’ ovvio che in una piazza in cui le pressioni sono amplificate dalle aspettative, ogni passo falso crea strascichi, ma quest’anno a Milano si vive un atmosfera veramente diversa sotto l’egidia di Luca Banchi. Diamogli tempo, perchè ha l’ingrato compito di dare un’identità ed uno scopo a una squadra che ancora non li ha, e da anni vive di cattive abitudini e riesce solo a crearsi alibi sotto cui mascherare i propri limiti, principalmente caratteriali. In sintesi, queste sono sconfitte propedeutiche per la cementazione del gruppo.
  • Achille Polonara è pronto a esplodere. Due indizi fanno una prova: la finale di Supercoppa e la prima giornata di campionato dicono di un giocatore colmo di fiducia che entra in campo per mordere alla giugolare gli avversari. A dirla tutta, anche nel turno di qualificazione all’Eurolega a Kaunas, aveva giocato molto bene. E’ un giocatore in continuo crescendo, che sembra aver trovato la sua dimensione portando alla causa varesina un impatto fisico e atletico degno in un americano. E se segna anche da tre con questa precisione, non ci sono limiti di una sua possibile evoluzione.

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