MCW, Unibrow, le difficoltà di Bulls e Heat, SportVU sdoganato

MCW = MVP

Alzi la mano chi si aspettava i Sixers a tre vittorie su tre incontri e Micheal Carter-Williams non offrisse solo un rendimento da Rookie of the Year ma addirittura da MVP.

Micheal Carter-Williams ha esordito nella lega flirtando con la tripla doppia contro Miami in quello che poteva benissimo essere inteso come l’highlight dell’intera stagione dei Sixers, ma ne ha messi 26 contro una delle migliori 3 difese della lega pochi giorni dopo, trascinando in entrambi i casi la sua squadra al successo.

Questo inizio clamoroso ha messo da parte i dubbi che persistono su di lui. Gioca per conto suo, si prende una valanga di tiri spropositata, ma finora quando alza la mano per tiri senza senso da tre o va dentro 1 vs 3 appoggiando al tabellone la palla entra, inesorabile. Al di là di tutto impressiona la sua capacità di svettare a rimbalzo offensivo dal nulla, o intrufolarsi in linee di passaggio che non gli competono per recuperare palloni su palloni con una velocità di mani clamorosa.

Il momento che stanno vivendo i Sixers è in parte legato al rendimento del suo rookie, in parte legato alla guida di Brett Brown, uno che da del tu al basket, e in parte legato al fatto che chiunque giochi contro di loro li sottovaluti. Hanno entusiasmo, giocano in modo semplice e non hanno nulla da perdere. Durerà poco, ma finchè dura almeno si divertono a fare lo sgambetto a chicchessia.

Unibrow

Se non fosse per il segno distintivo del monociglio, sfido chiunque a riconoscere Anthony Davis. A parte che rispetto alla scorsa stagione è gonfiato in modo spropositato mettendo su due spalle enormi. E’ un giocatore totalmente differente da quello visto lo scorso anno dove a tratti sembrava spaesato, fuori contesto, quasi timido, facendo storcere il naso a molti. Invece in estate ha lavorato sul fisico e sui suoi punti deboli.

Già si era intravisto qualcosa durante il minicamp di USA Basketball. Un jumper migliore, un’intensità differente, una fisicità sorprendente e una maggiore comprensione del gioco. Anche in preseason ha stupito, per la capacità di rendersi utili in tutte le zone del campo che competono a un 4/5.

Ma il suo inizio di stagione è stato scintillante, almeno a livello personale, dato che al momento i risultati non sorridono ai giovani Pelicans. Sta viaggando ad oltre 23 punti di media senza in pratica crearsi un singolo tiro ma sfruttando la sua rapidità e tutta una serie di blocchi che coach Williams gli mette a disposizione per essere servito in movimento oppure sfruttando i suoi 6 rimbalzi offensivi a sera nelle prime 3 gare. La ciliegina sulla torta è stata la gara da 26+8+4+6+6 alla voce stoppate e recuperi che era un impresa capitata solo altre due volte negli ultimi 8 anni.

Le difficoltà dei Bulls

Hanno giocato solo 3 partite che non contano pressochè nulla in una stagione di 82 partite, ma i Chicago Bulls mi stanno impressionando in negativo. Il ritorno di Derrick Rose ha portato entusiasmo e favore dei pronostici, ma inevitabilmente ha portato alibi nelle teste dei giocatori.

Lo scorso anno la squadra di Thibodeau mi piaceva per la qualità oltre le aspettative del gioco corale in attacco. Tante motion offense, i giocatori coinvolti, movimento di palla, tagli, continuità offensiva a fronte di una qualità individuale offensiva sotto la media per gli standard NBA. Ma era un attacco che rendeva abbastanza bene.

Tornato Rose, per inserirlo nei meccanismi che stante la sua assenza sono stati stravolti, l’attacco stagna, la palla si ferma e si è tornati al vecchio assunto “Rose pensaci te a tirare via le castagne dal fuoco”. Considerando quanto intelligente sia Thibodeau e quanto i giocatori di Chicago siano legati gli uni con gli altri, mi aspetto un cambio di rotta in tempi brevi.

Lebron al risparmio

Chi ha visto le prime tre gare dei Miami Heat concorderà con me che Lebron James sta giocando con il freno a mano tirato. Mi vengono in mente tre ipotesi:

  • Si sta amministrando da subito per non spendere troppo fisicamente in un momento della stagione che conta quasi nulla.
  • Spoelstra gli chiesto di accentrare meno il gioco per sviluppare un gioco sempre meno dipendente da lui che può tornare comodo nel proseguo di stagione e soprattutto nei playoff.
  • Le difese dopo aver scomposto per tre anni il gioco dei Miami Heat fino al minimo comune multiplo stanno trovando il modo di limitarlo.

Fatto sta che in questo inizio LeBron è sotto lo standard a cui ci ha abituato, accende solo per 5/10 minuti a sera invece che per 30/35 ed ecco spiegato il record negativo degli Heat in queste prime partite. Nulla di grave, fa parte di un processo di assestamento a cui sono chiamate tutte le contender che usano la regular season per sperimentare cose nuove.

SportVU su stats.nba.com

La lega ha reso noti i primi riscontri del sistema di tracciamento conosciuto come SportVU. Chi non sa cosa sia SportVU probabilmente ha vissuto su un altro pianeta per tutta l’estate, ma in parole povere è un sistema statistico avanzato basato su 6 telecamere che seguono, registrano, tracciano e calcolano dati avanzati riferiti a ogni giocatore in campo, compresi gli arbitri e il pallone per dare una voce analitica a che ciò che prima non era possibile valutare.

Blake Griffin è il giocatore NBA che ha corso più KM su un campo da basket in queste prime partite, quasi 11 ad un media di 6 km orari a partita contando che per gran parte del tempo trotterella per il campo la dice lunga sulla capacità che ha di correre in contropiede.

Il giocatore che ha più spesso palla in mano è Chris Paul, autore di 109 tocchi di palla sera, seguito da James che ne ha “solo” 81. Chris Paul capeggia anche la classifica di passaggi che producono assist, guidando la lega con 82 passaggi a partita che producono 12 assist di media ed un volume di 27 punti a partita prodotto dai suoi passaggi.

Roy Hibbert guida l’efficienza difensiva della lega, con la sua capacità di oscurare il canestro a chi si avventa nell’area Pacers, facendo tirare il 26% dal campo in sua presenza nel pitturato. Howard prende il 73% dei rimbalzi sugli oltre 28 che cadono nelle sue vicinanze a sera, mentre Monta Ellis è il miglior penetratore della lega con oltre 10 incursioni in area, esclusi i contropiedi, che hanno prodotto finora 21 punti. JJ Reddick, Jamal Crawford e Chris Bosh sono i migliori tiratori NBA su scarico, mentre Steph Curry guida la lega in tiri dalla media dopo aver almeno palleggiato una volta, quindi il classico palleggio arresto a tiro, che si prende quasi 21 volte partita di cui 3.5 da tre punti.

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