Pillole di Seria A: 3° e 4° giornata

  • Capisco tutti i problemi derivanti dalla crisi economica in cui possono imperversare le squadre di Serie A e di fare necessità virtù, ma un massimo campionato in cui gente come Marc Trasolini e Bernardo Musso stanno in campo oltre i 25 minuti e il loro contributo è indispensabile per andare avanti, è un campionato che sta per morire. E’ un dato di fatto che oggi siamo il terzo mondo cestistico, ed il valore del nostro basket è ai minimi storici, tanto che importiamo americani semisconosciuti dalla Romania e Ungheria nella speranza di valorizzarli.
  • Siena è una squadra in evoluzione. In Europa farà poca strada perchè è troppo inesperta e leggera, e in campionato farà più fatica del solito perchè a parte rari casi, non riuscirà, come ci ha abituato negli scorsi anni a dare 20 punti a nessuno. Il loro destino passa dalla crescita degli americani, quelli giovani, che alla prima esperienza oltre oceano hanno bisogno di tempo di adeguarsi ad uno stile di gioco che non hanno mai affrontato.
  • Daniele Cinciarini è il classico giocatore da provinciale. Quei giocatori forti ma particolari, che in un contesto che gli viene chiesto di mettersi al servizio della squadra, fare il gregario, e svolgere il compitino si spersonalizzano. Sono giocatori sanguigni che a un livello più alto fanno sempre fatica, ma in squadra piccole, che hanno ambizioni modeste e in cui il loro istinto per il canestro, la capacità di infiammarsi e la responsabilità di fare quelle 2/3 cose in cui sono secondi a pochi rendono molto. Vengono spesso snobbati, sottovalutati, nemmeno presi in considerazioni per le Nazionali, ma il loro rendimento è lineare, sai cosa possono offrirti ed a quali condizioni, raramente, nelle giuste condizioni, falliscono. E’ un “bomber” vecchio stampo uno degli ultimi esemplari di tale razza in via di estinzione. Massima stima per lui.
  • Hanno una squadra che sulla carta sarebbe da fascia medio alta ed hanno a disposizione un budget considerevole, ma a Venezia riescono sempre a sembrare degli incompiuti. Ci sono 4 giocatori nell’orbita della nazionale, dai nomi anche importanti come Giachetti, Vitali, Rosselli e Magro, il miglior marcatore dell’ultimo campionato, Taylor, un signor lungo che lo scorso anno ha spostato a Sassari come Easley, e un altro lungo, Smith che ha un potenziale offensivo straordinario, ma giocano il basket più macchinoso e stilisticamente più brutto da vedere della serie A. Quando si fanno le squadre con le figurine ammassando il talento e il potenziale offensivo, costruendo a casaccio una squadra, questo è il risultato.
  • Della nazionale campione d’Europa in carica Under 20 giocano in serie A, Landi, Imbrò, Abass: a parte Imbrò, ormai quasi un veterano, non giocano più di 10 minuti di media, anche se in squadre di fascia medio/alta. Della nazionale argento agli europei Under 20 del 2011 a parte Gentile e Melli che giocano ad alto livello da 3 anni ormai, ed esclusi DeNicolao e Polonara che stanno giocando il loro primo campionato da protagonisti, c’è il solo Vitali che sta emergendo. Chi avrebbe dovuto esplodere sta miseramente fallendo. Mi riferisco in particolare a Riccardo Moraschini, su cui mano a mano che il tempo passa mi accorgo di aver preso una cantonata clamorosa. Ha avuto diverse chances di dimostrare il suo valore e di crescere, sviluppando quelle incredibili qualità atletiche sopra la norma per un giocatore europeo. Le ha fallite quasi tutte. All’inizio era inesperienza, un talento da sgrezzare  ma ora non ha più alibi. E’ stato nel gruppo della nazionale fino a fine agosto ed è andato a Roma conscio di avere la possibilità di riscattarsi, ma finora viaggia 6,5 minuti di media in cui è totalmente ininfluente nell’economia del gioco dei romani. Involuto è una parola che non descrive appieno il Moraschini oggi.

Un pensiero su “Pillole di Seria A: 3° e 4° giornata

  1. Non è signorile autocitarsi, ma permettetemelo lo stesso…
    Il 15 ottobre scorso avevo postato questo commento sulla mia amata Reyer Venezia e in maniera più grezza ricalca quanto detto sopra: che tristezza e che amarezza…
    “Devo ancora sbollire l’incazzatura della partita di domenica della Reyer e dopo un paio di giorni devo ancora smaltirla… Quando manca l’asse play-pivot, come ci insegnava il buon coach Dan Petrson, manca tutto.
    Infatti, come la mia amata povera Reyer Venezia.
    Non ho mai potuto sopportare Vitali (Luca), la cui meccanica di tiro già mi indispone e che continua a giocare al rallenty. Abbiamo come play di riserva un ex giocatore (Giacchetti).
    Come centri abbiamo Hosley che, pur essendo molto veloce, non è nè grande nè grosso e non va assolutamente bene per il gioco soporifero di coach Mazzon e come cambio c’è Magro (e abbiamo detto tutto). Tralascio l’indolenza con cui gioca Smith e, in parte, Taylor,…
    Mi chiedo però una cosa, anzi due.
    Come nascono i pronostici ad inizio stagione che davano la Reyer fortissima a ridosso delle primissime? Boh, me lo dovrebero spiegare…
    Seconda cosa. Chi è che ha fatto la squadra? Il ds Federico Casarin da solo, in proprio, o con l’aiuto di qualche altro genio cestistico? Ma non conoscevi/conoscevate prima le caratteristiche dei succitati giocatori? Mi brucia ancora la scelta del centro dell’anno scorso Erik Williams: un paracarro, non solo ahimè sul campo, ma già nel modo di porsi (e se uno fosse sensato qualche dubbio o domanda avrebbe dovuto porsela già ancora prima di ingaggiarlo…).
    Speriamo che il patron Brugnaro non si incazzi e mandi tutti a quel paese, come forse avrebbe anche ragione di fare…”

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