Le Final Eight che passeranno alla storia

In queste Beko FinalEight 2014 si è fatta la storia: per la prima volta nella storia una squadra sarda vince la Coppia Italia e per la prima volta dal 2008 Siena non si porta a casa il trofeo.

E’ stata una 3 giorni bellissima, intensa, che mi ha fatto riconciliare con il basket italiano, non tanto per la qualità del gioco, ma per le emozioni, la passione e tutto ciò che il basket riesce a esprimere.

Sassari vince meritatamente una coppa che fino a 10 giorni fa, 6 sconfitte nelle ultime 8 gare, sembrava un miraggio. L’MVP Travis Diener meno di una settimana fa sembrava un giocatore bollito, incapace di trovare sintonia con i suoi compagni e ieri è stato il migliore dei suoi, ritrovando quello smalto perso dagli Europei di Slovenia in poi. Se non fosse stata per una finale opaca, probabilmente avrebbe meritato più il cugino Drake ma va dato atto a Travis che è stato un continuo crescendo da venerdì a ieri sera.

Banco di Sardegna Sassari vs Montepaschi Siena Finale Beko Final Eight 2014

Sassari ha comunque vinto come gruppo. Sacchetti ha fatto un lavoro straordinario nel dare responsabilità, minuti e importanza ai rincalzi nell’arco delle tre partite. Sono stati decisivi Sacchetti, DeVecchi, Tessitori oltre ai giocatori di punta che hanno fatto pendere la bilancia verso i sardi.

Siena non ha perso. Marco Crespi ha avuto la virtù di plasmare attorno a poche certezze (difesa e abnegazione) una squadra che da dicembre ad oggi era sembrata allo sbando. Siena è una squadra che ha nelle mani non più di 60 punti a partita ma che in questi giorni, bloccandosi nella prima gara con Roma, ha chiuso a 79,3 punti di media.

Siena e Sassari hanno ritrovato una cosa importante: la fiducia nei propri mezzi. La fiducia ha permesso loro di ritrovare serenità, tornare a divertirsi e divertire. In un tabellone che regala gare senza domani, acquisire fiducia è più fondamentale del talento, Milano docet.

La formula della manifestazione è stata vincente. Ridurre di una giornata l’evento oltre a renderlo più compatto lo ha reso meno dispersivo. Per un malato di basket, 4 partite in un giorno, coperte in TV e sul Web sono un overdose.

Se poi le 4 partite del primo turno sono state un bello spettacolo di basket tanto meglio. Anzi, il sabato che erano previste solo due partite, le semifinali, e la domenica con un’unica gara, la finale, mi hanno fatto andare in crisi di astinenza. E lo dico da persona che negli ultimi anni si era allontanato dal basket nostrano. Mi hanno fatto riconciliare con il basket italiano.

E fatemi spezzare una lancia verso la Rai. In queste finali ho persino apprezzato Michelini, mi è molto piaciuto Fanelli, Dembinski meglio di altre volte e il servizio, con il bordocampista Riscassi su tutti, è stato pregevole. Non posso dire la stessa cosa del servizio di Gazzetta.it. Ok la copertura totale della gare, ma la qualità dello streaming, almeno per me, era pessima e le gare senza commento sembravano tristi.

Quarti di Finale

La gioia di Reggio Emilia

Le prime due gare dei quarti di finale sono state bruttine. Sarà stato l’orario insolito, ma Siena vs Roma e Brindisi vs Venezia hanno regalato poche emozioni. I capitolini si erano dimenticati di avere davanti i trionfatori delle ultime 5 edizioni di coppa. Ok Siena, non è la solita degli ultimi anni, ma la cultura vincente di questo team non va mai sottovalutata. Roma ci ha messo un quarto a calarsi nello spirito delle FinalEight e l’ha pagato caro. Sono stati arrembanti per tutto il secondo tempo, ma Siena è riuscita a controllare la gara senza troppe difficoltà.

Brindisi-Venezia è stata l’unica gara a rispettare il pronostico. La squadra di Zare Markovski ha giocato male, molto male, facilitando il compito alla squadra di Piero Bucchi che, non scordiamoci, è l’unico coach tra gli 8 ad aver vinto in carriera 2 Coppe Italia, prima del regime senese, con Treviso e Napoli.

La partita emozionalmente più bella della maratona è stata Reggio Emilia contro Cantù. Gli emiliani dovevano essere la vittima sacrificale immolata sull’altare dei brianzoli, ma non è stato così. Reggio Emilia era senza Cinciarini e Brunner ma senza nessuna pressione ha giocato una grande gara, diventando la cenerentola del torneo e la squadra simpatia per eccellenza.

Max Menetti è stato perfetto ed esemplare: ha buttato nella mischia, da titolare il diciassettenne Federico Mussini,  che in 15 minuti ha fatto meglio del compagno di riparto più navigato, Ariel Filloy con un +/- di 8 punti contro il -1 dell’italo argentino. Non solo, con una batteria lunghi ridotta all’osso ha dato minuti importanti a Giovanni Pini, che in una sola gara ha giocato più minuti e segnato più punti di quanto fatto in 18 presenze (16 DNP) in carriera in serie A, giocando con il coltello tra i denti, senza alcuna paura.

Poi James White ha fatto la differenza, dando tutto se stesso, nonostante i crampi che hanno condizionato i suoi ultimi e delicati 3 minuti di gara. Poi Rimas Kaukenas dall’alto della sua esperienza e del suo intramontabile talento ha dettato legge, risultando con Bell, l’innesco del gioco di Reggio.

Cantù credeva di passeggiare ma come ha detto poi coach Sacripanti in conferenza stampa ha pagato la pressione di essere la favorita, giocando contratta. Aggiungerei che ad eccezione di Stefano Gentile, tanta leadership ma anche tante sbavature e scelte rivedibili, è apparsa una squadra senz’anima, con tanto talento ma anche tanta gente che nel momento in cui l’inerzia poteva essere ribaltata si è eclissata.

Il main event doveva essere Milano vs Sassari e così è stato. Milano è riuscita a perdere una gara che a 10 minuti dalla fine aveva in ghiaccio, perdendo a sua volta una FinalEight che alla vigilia non doveva nemmeno essere in discussione. Sassari ha compiuto l’impresa. Non è stato un upset, perchè alla fine gli isolani sono una squadra con ambizioni importanti, ma nell’ultimo mese avevano dato segnali preoccupanti. Il gioco spumeggiante visto lo scorso anno è stato un miraggio per tutto il girone di andata e nonostante l’emergenza lunghi (costretti per gran parte della gara a giocare con Vanuzzo o Green da centro) un gioco esclusivamente perimetrale era diventato prevedibile.

Anche contro Milano nei primi tre quarti è stato così: difficoltà a mettere il piede in area, poche e confuse idee e tanti tiri forzati presi allo scadere dei 24 secondi. Poi si è acceso Drake Diener, 9 punti con tre bombe siderali e impossibili nel parziale di 13-0 che ha cambiato il volto della gara a inizio ultimo quarto e mandato nel pallone Milano. Con Sassari che prendeva fiducia Milano si è sfaldata e quei fragili equilibri che Banchi aveva creato con fatica in questi mesi sono crollati come un castello di carte al primo spiffero.

Semifinali

Drake Diener unico dio

Brindisi è stata soppiantata dall’intensità difensiva dei senesi, che hanno fatto sudare le proverbiali sette camice agli uomini di Bucchi per trovare il canestro. Siena è una squadra vera, equilibrata, in cui ognuno porta il suo mattoncino e che ha avuto per ogni quarto, un MVP: Haynes, Ortner, Green, Ress. Quando Brindisi nel cuore dell’ultimo periodo ha compiuto l’impresa di tornare a un possesso di distacco, Siena ha punito lo sforzo con canestri chirurgici di Haynes e Jannings in percussione. Jerome Dyson ha predicato nel deserto, Bucchi è stato tradito dai suoi americani.

Reggio Emilia vs Sassari è stata una gara solare, giocata a viso aperto, divertente e ricca di emozioni. A Reggio non è riuscito il secondo miracolo in due giorni, anche perchè se Travis Diener gioca così, è difficile per tutti battere Sassari. Travis ha messo ogni canestro possibile che finora tra campionato e Europei di Slovenia non aveva mai messo. Si è mangiato in un sol boccone Mussini nei primi minuti ed ha costretto Reggio Emilia a inseguire da subito. James White è stato commuovente. A fine primo tempo aveva segnato quasi la metà dei punti reggiani, che si sono tenuti in scia di Sassari grazie alla panchina. Lo scontro tra Drake Diener e Rimantas Kaukenas che a un certo punto hanno iniziato un loro personale botta e risposta a suon di triple è stato splendido. Entrambi gli allenatori possono essere orgogliosi di propri ragazzi, lo spettacolo è stato appassionante. Nel finale di gara Reggio Emilia ha trovato, di nervi e coglioni, il modo di rientrare in partita, ma ancora una volta Travis Diener con le sue invenzioni al limite tra una genialata e una forzatura ha messo i punti della staffa.

La Finale

Chi si aspettava un’altra gara epica è rimasto parzialmente deluso. Le finali solitamente sono partite sporche, nervose, in cui i valori fanno fatica ad emergere ed in particolare, dopo 3 gare in 3 giorni subentrano altri fattori, su tutti la stanchezza. Siena era stanca e poco lucida, Sassari idem ma aveva qualcosa in più in serbatoio. Anche perchè Meo Sacchetti, diversamente dal solito ha dato molti minuti alle seconde linee trovando in DeVecchi e Sacchetti i promotori del parziale nel secondo quarto che ha portato i sardi in doppia cifra di vantaggio per la prima volta nella gara. Siena ha pagato caro nei primi minuti gli errori da sotto di Ben Ortner, che veniva stoppato da chiunque (successivamente dominando in area come mai in carriera) e Caleb Green per tutto il primo tempo, prima di avere problemi di falli a inizio ripresa, è stato un rebus per la difesa dei toscani. Siena di orgoglio, dal -20, ha provato a riaprire la gara, ma la Sassari predestinata e dalle mille risorse ha trovato con Marques Green i canestri che le hanno permesso di non cedere terreno. Poi a sugellare la gara e proporsi come MVP, ci ha pensato Travis Diener a chiudere i conti.

Queste Finale Eight sono state un ottimo modo di promuovere il basket e la sua essenza. Hanno riacceso la passione, come ha fatto la nazionale in estate. Cerchiamo di non vanificare il tutto come ci riesce facile.

Dimmi cosa ne pensi!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...