Considerazioni sulla Trade Deadline NBA

La Trade Deadline è ogni anno uno dei momenti topici della regular season, ogni promette mari e monti e ogni anno lascia tutti con l’amaro in bocca.

C’era tanta carne al fuoco, invece a conti fatti si è mosso poco, nulla – ad eccezione della trade in extremis che ha portato Turner ai Pacers – in grado di cambiare i destini di questa stagione.

I giocatori più discussi degli ultimi mesi, Pau Gasol, Dion Waiters, Luol Deng, Jameer Nelson, Rajon Rondo, Josh Smith, Iman Shumpert, Raymond Felton, Kyle Lowry, Jeff Green e Brandon Bass sono restati nelle rispettive squadre.

Indiana cede Danny Granger ed una 2° scelta a Philadelphia in cambio di Evan Turner e Lavoy Allen

Indiana ha fatto due conti e dopo aver capito che Danny Granger, questo Granger, era un giocatore finito e inutile per la corsa al titolo ha pensato bene di cederlo ottenendo in cambio molto più di quel che ha ceduto. Turner ha tanti difetti, ma uscendo dalla panchina per cambiare 3 ruoli può dare molto ai Pacers: Vogel lo potrà schierare al posto di uno tra Stephenson e George oppure assieme ai due sfruttando il suo ball handling come portatore di palla.

Il Turner di Phila degli ultimi anni era un volume scorer poco efficiente, qui dovrà riadattarsi a giocatore di qualità. Non è detto che funzioni, anche perchè risolve parzialmente il need dei Pacers che era un ballhandler con un tiro da fuori affidabile. Ma le manovre che hanno fatto (prima Bynum ed ora questa) puntano in una sola direzione: scalzare gli Heat, oggi più che mai.

Phila ammassa scelte al secondo giro, e nel frattempo smantella gli ultimi rimasugli della precedente gestione. Non è un segreto che stiano già lavorando per il buyout di Granger, che potrebbe finire al minimo in una qualche contender.

Brooklyn cede Jason Terry e Reggie Evans a Sacramento per Marcus Thornton

Scambio che permetterà ai Nets il dubbio di privilegio di pagare oltre 200 milioni tra contratti e luxory tax, ma che a fronte di due giocatori usciti dalle rotazioni, ha dato modo di aggiungere a roster un giocatore in grado di dare instant offense ad un attacco che ha bisogno come il pane di un guastatore dalla panchina. Che poi era quello che doveva fare Jason Terry, che però è un giocatore finito, da almeno 2 anni.

La mossa per i Kings significa cap più basso e più soldi per il rinnovo di Thomas e permetterà loro di lanciare Ben McLemore, che ultimamente stava appassendo. Evans in coppia con Acy a fare da bodyguards in area per Cousins è una trovata geniale.

Denver spedisce Andre Miller a Washington, ricevendo in cambio Jan Vesely con Eric Maynor e 2 seconde scelte a Philadelphia per far quadrare i conti.

Non sarà semplice coadiuvare il gioco di Wall a quello di Miller: sono due giocatore agli antipodi che hanno in comune un tiro ondivago o del tutto assente. I Wizards sono squadra che si inceppa spesso, vogliono correre ma si sono ritrovato a camminare controvoglia e ad avere difficoltà nel creare fluidità offensiva in grado da farli uscire dalla secche. La sapienza cestistica di Miller sarà molto utile in questo senso.

Vesely stava iniziando a lasciar intravedere qualcosina, ma con il ritorno a pieno regime di Nene i suoi minuti erano calati e la sua cessione tutto sommato è stata indolore. Probabilmente a Denver avrà maggiori chance di sfruttare le sue caratteristiche fisiche e tecniche in un basket più dinamico e veloce.

Maynor è già alla sua 4° squadra in due anni. Quel bel giocatore ammirato qualche anno fa si è perso a causa della fragilità delle ginocchia.

Denver acquista Aaron Brooks in cambio di Jordan Hamilton, ceduto a Houston

In origine era uno scambio che avrebbe portato Udrih a Denver per Hamilton ai Knicks ma l’accordo è sfumato quando i Rockets hanno messo sul piatto Brooks, un giocatore più congeniale al sistema Nuggets. Con Lawson e Robinson fuori, Miller che si è levato di torno, Brooks può fare molto comodo a coach Shaw alla ricerca di un giocatore da pick & roll. Brooks ha dimostrato, a Houston, di essere ancora capace di sfuriate realizzative importanti, e questo finale di stagione può metterlo in luce per il prossimo contratto.

Occhio a sottovalutare l’acquisizione di Hamilton da parte dei Rockets. E’ il tipo di giocatore per cui Daryl Morey va matto: uno swingman atletico dal buon potenziale offensivo oltre l’arco, che si incastra perfettamente nel gioco dei Rockets, alla ricerca di elementi con caratteristiche simili ed in grado di valorizzarli meglio di chiunque altro.

I Lakers cedono Steve Blake a Golden State in cambio di Kent Bazemore e Marshon Brooks

I Warriors si sono accorti che Jordan Crawford non era il play che cercavano, fondamentalmente perchè Crawford non è un play ed un trattatore di palla affidabile. Ci provano con Blake, che è ben lungi da essere un play ordinato, ma perlomeno sopperisce alla cosa con un minimo di QI cestistico indirizzato in un certo modo.

Bazemore è famoso più per la sua dance (in coppia con Sacre può dare spettacolo) che per il suo gioco ma questo perchè ai Warriors non ha mai avuto la possibilità di mostrare il suo valore in modo continuativo. A me ricorda molto il Lance Stephenson dei suoi primi 2 anni NBA, ovvero un facilitatore offensivo, dotato di ottime skills tecniche, un buon tiro, il giusto compromesso tra fisicità, atletismo e incoscienza. E’ un talento ancora molto grezzo ma se i Lakers hanno la pazienza di sgrezzarlo possono ricavarne un ottimo elemento da rotazione per il futuro. E al momento non possono fare altro che dargli da subito minuti importanti data la loro situazioni infortuni e l’infermeria piena. La coppia Brooks/Young promette invece scintille…

Da un punto di vista meramente burocratico questa trade è stata un piccolo capolavoro per gli amanti (me ne viene in mente solo uno) del nuovo CBA e di alcune nuove regole introdotte.

Cleveland prende Spencer Hawes da Phila cedendo Earl Clark, Henry Sims e 2 seconde scelte

I Cavs erano alla disperata ricerca di un lungo in grado di aprire il campo e dare un minimo di spaziature all’attacco più caotico e peggio spaziato dell’intera lega. Potrà beneficiarne molto Kyrie Irving che finora è stato costretto a inventarsi di tutto pur di mettere il piede in area da quanto era affollata. Hawes è un tiratore da tre di elite della lega, specialmente dal centro, ma è un pessimo difensore e un giocatore molto morbido da ambo i lati del campo. Però per quello che hanno ceduto, giocatori inutili e scelte che avrebbero comunque gettato via, può essere utile nella corsa all’ottavo seed ad est.

Phila accatasta scelte, ben 9 nel secondo giro del prossimo draft, ha già tagliato Clark e si accontenta di chiudere la stagione con tanta flessibilità salariale futura.

Milwaukee cede Gary Neal e Luke Ridnour a Charlotte in cambio di Ramon Sessions

I Bobcats puntano ai playoff e per farlo avevano di bisogno di buttare nel motore un paio di tiratori dato che il loro è l’attacco meno efficiente da tre punti della lega. Neal e Ridnour dovrebbero risolvere appieno il problema. Il vanto dei Bobcats in questa stagione è stato però la difesa, molto semplice ma che responsabilizza i giocatori, tirata su da coach Clifford che dovrà incastrare due difensori con eccezionali come i due ex Bucks in un sistema che già cerca di proteggere gente come Walker e Jefferson.

I Bucks sono alla deriva, tecnica e spirituale: il loro unico obbiettivo è liberare minuti per il baby-greco e Sessions potrebbe essere il giocatore giusto per imbeccarlo dato che nella sua precedente incarnazione ai Bucks era un signor assistman prima di iniziare a credere di essere un attaccante.

I Clippers cedono Antwan Jamison agli Hawks in cambio dei diritti di Cenk Akyol (2° scelta del 2005) e cedono Byron Mullens più 1 2° scelta ai Sixers in cambio di 1 2° scelta.

E’ chiaro e lampante che i Clippers vogliono rinforzare il reparto lunghi, facendo piazza pulita del letamaio che avevano in casa ad aspettando i tagli dei prossimi giorni per aggiungere giocatori in grado di allungare con profitto la rotazione sotto canestro, che oggi è essenzialmente composta da Griffin, Jordan, Hollins e Turkoglu. Non che a Rivers dispiaccia poi molto, visto che ama usare Barnes da 4 tattico per aprire il campo alle scorribande di Paul e Crawford o liberare l’area in favore di Griffin e del suo gioco in avvicinamento.

Gli Hawks erano alla disperata ricerca di un corpo da mettere in rotazione e le caratteristiche del bollito Jamison si sposano bene nel gioco con 5 giocatori fronte a canestro professato da coach Budelhonzer.

San Antonio cede Nando De Colo a Toronto in cambio di Austin Daye

De Colo non ha mai trovato spazio nel settore play iper affollato degli Spurs, ora poi che è esplosa la PattyMillsanity, il suo destino era segnato. Daye non è mai entrato nelle rotazioni dei Raptors, ma è un giocatore che verosimilmente può avere più chance di giocare a San Antonio che a Toronto. Alla fine è forse stato lo scambio più marginale della trade deadline.

Sacramento acquista Roger Mason Jr e soldi da Miami

Mi correggo, questo è stato lo scambio più marginale della deadline! E’ servito esclusivamente a Miami per liberare un posto a roster senza tagliare nessuno per darsi la possibilità di guardarsi in giro nei prossimi giorni ed aggiungere l’ultimo (eventuale) tassello per la lotta al titolo.

Chiuso il mercato degli scambi, inizia ora quello dei free agent. Nei prossimi giorni ci saranno diversi giocatori che negozieranno con la proprie squadre il buyout per la possibilità di svincolarsi e rinforzare le varie contender.

Si è già liberato Glen Davis dai Magic. Per lui sono già in 7 pronti a metterlo a roster con Clippers e Heat in posizione privilegiata. Con ogni probabilità anche Granger sarà disponibile a breve, con gli Spurs ed i soliti Heat in ascolto. Oltre lui può fare gola a qualcuno anche Caron Butler, dato in uscita dai Bucks, nonostante all’ex Lakers/Heat/Clippers/Wizards non dispiaccia rimanere a casa (è nativo proprio di Milwaukee) fino a fine anno.

Io personalmente pensavo che i Thunder si sarebbero mossi per aggiungere quel tiratore di cui necessitano. Lamb e Jackson sono due ottimi giocatori e il segreto di una delle second unit più produttive della lega, ma per arrivare fino in fondo serve un giocatore di esperienza e comprovata abilità balistica. Probabilmente Presti aveva in canna un paio di manovre ma non è voluto scendere a compromessi.

Anche dai Suns mi aspettavo qualcosa: avevano scelte interessanti da offrire oltre al contratto pagato dall’assicurazione di Okafor, ma nonostante le abilità di McDonough non sono riusciti a mettere le mani sul giocatore in grado di cambiare i loro equilibri.

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