#NBA Playoffs 2014: La preview del 2° Round

Se il primo turno di questi Playoffs NBA è stato il più bello di sempre, tutto lascia presupporre che ci divertiremo anche in questo secondo round. C’è equilibrio, sia ad ovest che ad est, tanti spunti di riflessione, rivalità e fattori che possono condizionare il proseguo della postseason.

Si è iniziato nella notte, si prosegue stasera. Questa preview è dedicata al popolo della notte, agli zombie che da tre settimane hanno sconquassato i propri cicli circardiani per non perdersi lo spettacolo di questi playoffs.

 

Eastern Conference

Indiana Pacers (1) vs Washington Wizards (5)

Riuscirà Hibbert a tenere Wall lontano dal canestro?

Credevo che Indiana avesse imparato la lezione dagli Hawks e messo apposto le sue cose passando il turno. Invece si sono fatti subito sorprendere dai Wizards, palesando i soliti limiti approccio che sono costati cari contro gli Hawks. E’ innegabile che il loro attacco sia il loro punto debole. La manovra è macchinosa, il caos regna sovrano e non c’è coesione. E la difesa Wizards non è da sottovalutare. E’ infarcita di specialisti che dall’altra parte del campo non si nasconde, ma anzi, è importante. Ariza ne è l’esempio più lampante. In gara 1 i Wizards hanno difeso splendidamente sul pick & roll dei Pacers, che sono stati costretti a giocare un’intera partita sul pick & pop di West. I Pacers hanno sofferto tremendamente Jeff Teague (più del dovuto a dire il vero) e John Wall è molto più veloce e talentuoso del play degli Hawks e un miglior interprete del penetra e scarica che i Pacers soffrono oltre modo. In questa serie Vogel ha bisogno del miglior Hibbert, ma deve aiutare il suo centrone prevenendo che gli esterni vengano bucati con frequenza dai pariruolo avversari: Hill e Stephenson hanno un compito importantissimo che è quello di limitare la dinamo e il cuore pulsante del gioco dei capitolini, Wall-Beal. Bello lo scontro fisico tra West e Nene/Gortat, da ambo i lati del campo. Nella serie contro gli Hawks West è stato il Pacer più continuo, ma non sempre i compagni lo hanno innescato a dovere, riciclandosi in role player extra lusso. C’è bisogno che sia un terminale importante in questa serie, per dare agli esterni maggiori spazi e marcature meno serrate.

X-Factor: la difesa. Nei tre incontri in regular season la squadra perdente ha segnato 72,3 punti di media (Wizards 73 e 66, Pacers 78). La difesa è il punto di forza dei Pacers e il segreto dei Wizards. I Wizards sono la squadra che tenuto i Pacers alla peggiore media punti e peggior percentuale dal campo dell’intera NBA, rispettivamente 88,0 e 41,7%. Idem a parti invertite. Il tiro da fuori può far saltare il banco in una singola partita, come successo in gara 1, ma è a centro area e della difesa del ferro che si decideranno i destini di questa serie.

Regular Season: 2-1. Pronostico: 4-3 Pacers.

 

Miami Heat (2) vs Brooklyn Nets (6)

Il prescelto alla prova della verità…

Hanno fatto di tutto per incontrarli, memori del 4-0 in stagione regolare, ed ora i Nets sono stati accontentati. Ad eccezione dell’unica partita finita all’overtime tra le due squadre, le restanti tre partite sono finite tutte con uno scarto di 1 punto. Segno che il predominio dei Nets non è stato così marcato e solo alcuni episodi, che ritengo isolati (la stoppata di Plumlee su James ad esempio), abbiano deciso le partite. Ma se c’è una cosa che i Nets sono bravi a sfruttare e creare sono proprio gli episodi e lo si è visto contro i Raptors. Heat vs Nets non è una rivalità, ma LeBron vs Pierce lo è. Se c’è un giocatore che riesce a metter in difficoltà il prescelto quello è proprio l’ex capitano dei Celtics, con cui ha una relazione un po complicata, ma di stima reciproca. Nessuna squadra era mai riuscita a “svuippare” gli Heat dei Big 3, e da una parte il merito va dato sicuramente ai Nets, che d’altronde sono una testa di serie numero 6 un po’ atipica visto il roster, il loro monte salari, il loro talento e le difficoltà che hanno attreversato nella prima partite di stagione. Erik Spoelstra ha però eseguito la classifica manovra di depistaggio nei 4 scontri stagionali. Come fa notare Ethan Skolnick sul suo profilo Twitter, il quintetto Chalmers/Wade/James/Haslem/Bosh, quello usato più di frequente nel finale di stagione e che ha portato più equilibrio agli Heat, contro i Nets è stato usato solo 9 minuti. Viceversa via alla sperimentazione tra cui ha trovato spazio un improbabile quintetto composto da Cole/Allen/James/Lewis/Bosh per 23 minuti. E dopo il primo turno giocato contro i Bobcats, in cui gli Heat hanno “riscoperto” James Jones ed hanno tenuto a riposo Shane Battier, non c’è sa sorprendersi che Lewis sparisca delle rotazioni e venga usato in pianta stabile il quintetto con LeBron James da 4 e Paul Pierce marcato a vista da Battier o James Jones (che Pierce pare soffrire e non poco). Di certo che Heat e Nets non hanno mai giocato contro a ranghi completi: Wade e Garnett hanno saltato 2 partite, Haslem 3, Williams 1, Lewis ha giocato 1 partita in quintetto e via discorrendo. Queste squadre si sono appena annusate.

X-Factor: Deron Williams. Contro gli Heat, in 3 partite non è mai andato in doppia cifra perdendo sistematicamente il confronto diretto con Mario Chalmers. Contro una difesa come quella degli Heat fa fatica, perchè non ha l’esplosività per spezzare i raddoppi sul pick & roll ed è stato sempre messi ai margini, in un ruolo di spot-up shooter che non sempre riesce a interpretare. Ma con la difesa degli Heat che dovrà adeguarsi a Joe Johnson e Paul Pierce e che lascerà quanto più possibile il jumper a Garnett (è sempre successo), è indispensabile che Williams entri in questa serie il prima possibile.

Regular Season: 0-4. Pronostico: 4-2 Heat.

Western Conference

San Antonio Spurs (1) vs Portland Trail Blazers (5)

Amici fraterni fuori dal campo…

Gli Spurs hanno ritrovato se stessi in gara 7, i Blazers si sono scoperti durante tutta la serie contro i Rockets. Dopo Carlisle, Popovich trova sulla sua strada un altro scacchista come Stotts (ex vice di Carlisle ai Mavs del titolo 2011…). Quindi è probabile che il coach dei Blazers prenda spunto da alcuni accorgimenti usati dai Mavs per prepare la serie. Gli Spurs partono da una situazione di vantaggio in termini di esperienza a questi livelli e talento, ma i Blazers dovevano subire questi due fattori anche contro i Rockets e invece hanno ribaltato la serie trovando in quella sana incoscienza la valvola di sfogo per non andare sotto pressione. Il Macthup più interessante è quello tra Lillard e Parker, anche se dubito che si marcheranno a vicenda troppo spesso. Sia Popovich che Stotts amano nascondere difensivamente i propri playmaker sugli esterni meno pericolosi e hanno diverse soluzioni difensive da apportare. Aldridge contro Duncan è uno scontro generazionale. Il lungo dei Blazers ha giocato una grande serie di playoff, quasi Duncanesca per la capacità di giocare nelle solite mattonelle del caraibico. Il Duncan visto contro i Mavs e degli ultimi anni è più uomo squadra e giocatore di sistema, ma un paio di partite delle sue possono veramente cambiare l’inerzia della serie.

X-Factor: Manu Ginobili e Marco Belinelli. Manu è in pratica l’X factor degli Spurs per eccellenza. Quando entra lui cambia le partite, contro tutti. Marco, dopo una serie disastrosa in cui si abbinava male a ogni esterno dei Mavs, è in cerca di riscatto e in stagione regolare contro i Blazers ha sempre funzionato parecchio bene, segnando 15,5 punti con il 55% da tre in quasi 30 minuti di utilizzo medio. La panchina dei Blazers non è profondissima specialmente sul perimetro.

Regular Season: 2-2. Pronostico: 4-2 Spurs.

 

Oklahoma City Thunder (2) vs Los Angeles Clippers (3)

si prevedono battaglie epiche…

Chris Paul, con una prestazione quasi perfetta ha strappato da solo gara 1 ribaltando da subito il fattore campo per iniziare nel migliore dei modi la serie più equilibrata del secondo turno di playoff. Thunder vs Clippers ha tutti connotati di uno scontro epico. Entrambe sono sopravvissute a gara 7 nel primo turno, entrambe hanno sofferto ma hanno passato il turno. Da una parte Chris Paul e Blake Griffin, dall’altra Kevin Durant e Russell Westbrook. I Thunder sono una squadra che sta ancora cercando se stessa dopo le difficoltà contro Memphis. Il loro attacco alla lunga è prevedibile e solo l’imprevedibilità di Durant e Westbrook può cambiare le sorti della serie. Westbrook è come al solito lo spartiacque della serie. Il Westbrook di gara 6 e gare  7 fa pendere l’ago della bilancia verso i Thunder, ma il problema con Russell è che non sai mai quale giocatore aspettarti. E’ la sua forza e la sua debolezza. E’ compito dei gregari all’evenienza giocare negli spazi e sfruttare i buchi che crea, perchè anche quando va su di giri, riesce comunque a portarsi dietro almeno 2 difensori e dare al cast la possibilità di colpire. A LA la situazione è diversa. Hanno preso fiducia per il passaggio del turno in una serie che sostanzialmente hanno controllato più di quanto da a vedere l’esito finale. La mano di coach Doc Rivers si vede ed è tangibile. L’evoluzione di DeAndre Jordan sta lì a dimostrarlo. Chris Paul oggi si fida più che in passato dei compagni e Blake Griffin è oggi uno dei primi 5 giocatori NBA. Ma il vero grande lavoro di Rivers è stato quello di riuscire, come suo solito, a fondere le varie anime della squadra in un’entità unica, senza fazioni. Tutti remano in un’unica direzione, ha dato gerarchie e ha trovato nei vari Reddick, Barnes, Crawford, Collison e Jordan giocatori strumentali al servizio del duo.

X-Factor: Nella serie contro Memphis Durant e Westbrook non hanno giocato il loro miglior basket di coppia, ma è stato cast di supporto a mancare e “seguire” sia Westbrook che Durant. Sono stati per gran parte della stagione il segreto di pulcinella del successo dei tuoni ma contro Memphis Ibaka, Butler, Jackson in particolare, sono stati incostanti per tutte le prime 7 partite, con pochi alti e tanti bassi. La forza dei Thunder è nell’equilibrio che sono riusciti a costruire attorno ai due fenomeni. Se salta quello salta il banco a Oklahoma City.

Regular Season: 2-2. Pronostico: 4-3 Clippers.

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