BREAKDOWN: Come Ray Allen sta facendo male ai Nets

Ecco come Ray Allen, dopo un primo turno di playoffs in chiaroscuro, sta facendo del male ai Brooklyn Nets con il suo movimento senza palla a cui sembrerebbe che gli uomini di Jason Kidd non sono per nulla preparati.

In gara 1 Allen ha segnato 19 punti con 4/7 da tre, in gara 2 ne ha messi 13 punti con 5/8 al tiro complessivo: fanno 16 di media con il 61% dal campo. Ma la cosa più interessante è che i tiri che si è preso in gara 2 non sono stati su scarico come succede regolarmente, ma c’è stata una precisa strategia messa in atto da Erik Spoelstra per liberarlo al tiro, sfruttando il suo gioco senza palla per controbattere il piano difensivo dei Nets, che dopo gara 1 hanno optato per togliere il post basso a LeBron James e riempire il più possibile l’area contro il prescelto e Dwyane Wade.

Situazione 1

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Ray Allen sfrutta il blocco verticale di Chris Andersen sul lato forte. Allen, con astuzia e mestiere, prende contatto con Marcus Thornton, si muove e sa di averlo dietro, legge la situazione e esce a ricciolo.

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Wade lo serve, Allen mette palla a terra e attacca il centro area. Kevin Garnett è è in ritardo per cui tocca a Mirza Teletovic andare in aiuto, ma Allen ha una visuale troppo chiara per non notare Rashard Lewis in angolo e totalmente aperto che infatti viene servito e piazza la tripla indisturbato, perchè Deron Williams si “dimentica” di fare il closeout.

Situazione 2

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Allen sfrutta il blocco orizzontale di LeBron James prendendo quel vantaggio che basta su Alan Anderson per poi sfruttare altri due blocchi, stavolta verticali, di Bosh e Lewis, che in realtà finta di fare il blocco ma invece libera il lato andando a posizionarsi nell’angolo opposto. Ancora ottima lettura di Ray Allen che notando il ritardo di Anderson esegue ancora una volta il ricciolo.

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La difesa dei Nets è indecisa sul da farsi: Mason Plumlee dovrebbe andare in aiuto del suo compagno ma resta incollato al suo uomo nonostante gli schemi difensivi dei Nets prevedano che contenga l’eventuale ricciolo di Allen. Joe Johnson segue Lewis girando le spalle all’azione, poi cambia idea, torna sui suoi passi e recupera sul movimento in allontamento di Bosh, come da piano tattico.

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Allen legge l’incertezza di Plumlee, non chiude il palleggio e trova un autostrada spianata verso il canestro.

Situazione 3

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Allen sfrutta i due blocchi verticali portati da Bosh e Lewis marcato da Shaun Livingston, che nel frattempo ha cambiato marcatura con Alan Anderson.

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Il numero 34 degli Heat con un uscita dai blocchi a zig zag semina Livingston che non riceve aiuto da Plumlee e commette il secondo errore consecutivo, visto che la posizione di Joe Johnson flottato a centro area permetteva all’ex Duke di uscire su Ray Allen. Se dai tutto quello spazio a Allen per mettere a posto i piedi, prendere la mira e alzarsi al tiro, sono tre punti automatici.

Situazione 4

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Situazione simile a quella che ha portato al canestro al ferro di prima. Stavolta Allen anzichè sfruttare il doppio blocco verticale di Andersen e Lewis sfrutta il blocco orizzontale di LeBron in post basso.

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Livingston, credendo in un doppio stagger sul lato debole anticipa la posizione, ma Allen sprinta in direzione opposta prendendo un consistente vantaggio. Il blocco di James è appena abbozzato ma Paul Pierce si accorge che Livingston è in difficoltà troppo tardi e tutto ciò da modo a Ray Allen di avere quel metro di spazio necessario a scrivere altri 3 punti a referto.

Situazione 5

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Situazione identica alla precedente. Stavolta a fare lo stagger sul lato debole sono James e Andersen con He Got Game marcato da Thornton. In post basso per il blocco orizzontale invece c’è Mario Chalmers.

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Allen corre sulla riga di fondo, Thornton è con lui, ma Mario Chalmers anzichè preparare il blocco fa velo su Allen e corre sul lato debole verso il doppio blocco. Thornton chiama un cambio verso Deron Williams che però non recepisce la richiesta permettendo a Ray Allen di prendere quel tanto di vantaggio che basta per aprirsi in angolo e piazzare la sua terza tripla della serata.

Ora, se guardate il punteggio nei vari screenshot noterete come Ray Allen è stato l’X Factor di gara 2 e di come i suoi canestri, le sue letture, e la sua capacità di giocare sui blocchi siano serviti ai Miami Heat per volgere a proprio favore l’inerzia di una gara che stava diventando pericolosa per LeBron James e compagni.

Ormai c’ho preso gusto a fare i Breakdown, sopportatemi.

 

 

 

 

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