Breakdown: la cronaca dei 49 secondi che hanno deciso una serie di Playoff NBA

Con il punteggio sul 104-97 a meno di 1 minuto dal termine di gara 5 a Oklahoma City, tutto il mondo si sarebbe immaginato che Chris Paul & soci oltre a vincere, avrebbero messo i Thunder nella delicata posizione di giocarsi un elimination game in trasferta.

Invece 2 palloni persi, 1 fallo commesso e 1 tiro ad alta percentuale sbagliato dopo, con l’aggiunta di 4 madornali errori in 49 secondi, anzichè la vittoria è sopraggiunta una cocente sconfitta per i Clippers.

Una sconfitta che a dirla tutta i Clippers non si sarebbero mai meritati dato i Thunder dal secondo quarto in poi hanno sempre rincorsi gli avversari, sotto anche di 15 punti nel punteggio, 11 negli ultimi 4 minuti.

Ma andiamo con ordine:

A 1 minuto e pochi secondi dalla fine Blake Griffin è in lunetta per due tiri liberi. Segna il primo e sbaglia il secondo, ma Glen Davis, sfruttando tutta la sua astuzia, trova un modo per soffiare la palla dalla mani di Serge Ibaka dandola a Chris Paul per un importantissimo extra possesso.

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Paul staziona in punta, Blake Griffin va a portargli un blocco sulla palla aggiustando all’ultimo l’angolo per fare in modo che Chris Paul decida a seconda del comportamento di Kevin Durant quale lato sfruttare del pick & roll per attaccare Kendrick Perkins sul cambio. Chris Paul con un suo tipico zigzag si crea lo spazio per piazzare il suo jumper dal gomito destro della lunetta e segna il canestro del +7, 104-97 a 49 secondi dalla fine.

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In un mondo normale questo sarebbe il canestro della staffa, sennonchè non stessimo parlando della squadra con il peggior karma della storia di questa lega.

Scott Brooks chiama timeout per avanzare con la palla. Doc Rivers premia il rimbalzo offensivo di Glen Davis lasciandolo in campo il possesso difensivo (GROSSO ERRORE). Lo schema disegnato da Brooks è un ATO standard, con Durant a rimettere, i due lunghi ai prolungamenti del gomito del tiro libero e i due esterni pronti a sfruttare il blocco verticale. I Thunder hanno disperatamente bisogno di un tiro da tre per rimanere aggrappati alla partita e i Clippers lo sanno bene. Matt Barnes e Glen Davis si mettono d’accordo su un eventuale swicht difensivo per ritardare quanto più possibile la ricezione di Durant, ovvero colui che nel 99% dei casi si prenderà la responsabilità del tiro. Quando l’arbitro consegna la palla a Durant, Westbrook anzichè scattare verso Perkins per sfruttare il suo blocco verticale si apre in post basso ricevendo palla. Durant appena passata la palla al compagno sfrutta il blocco di Perkins che genera un cambio di marcatura tra Barnes e Davis. Sul lato debole Ibaka libera il post alto per andare a prendere posizione a rimbalzo e Jackson si apre oltre la riga da tre punti in angolo.

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Perkins si leva subito di mezzo portando con se Barnes, mentre Durant torna sui suoi passi sfruttando una cattiva posizione di anticipo di Davis per ricevere, alzarsi al tiro e segnare il canestro del -4.

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Ok, questa è una botta per i Clippers, perchè bastava non tenere in campo Davis, e magari mettere un Dudley o un Granger qualsiasi a cambiare su quel blocco, visto che Perkins in linea di massima non lo devi marcare stretto.

Comunque sia, i Clippers hanno palla in mano a 40 secondi dalla fine per chiudere la gara. Paul riceve dalla rimessa, si avvicina a metà campo e Jackson tenta un raddoppio che ha il solo scopo di togliere la palla dalla mani del play dei Clippers. Paul scarica la palla a Crawford in angolo che però non può restituire palla al suo play perchè Westbrook e Jackson lo anticipano. Nel frattempo Perkins è scalato su Crawford che così leggendo il mismacht si accentra e dice a i compagni di liberare il campo per giocare l’1 vs 1.

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Come prevedibile Crawford, senza nemmeno usare il suo classico crossover, batte Perkins, non arriva l’aiuto quindi esegue un sottomano in corsa che nel 99% dei casi realizza a occhi chiusi. Invece gli dei del basket hanno altri piani, perchè la palla gira sul ferro ed esce. Nel frattempo, come si vede dal fotogramma, Jackson fa una cosa importantissima: taglia fuori Griffin precludendogli un canestro in tap-in. In qualche modo Ibaka riesce a spizzicare la palla e Westbrook con un istinto paranormale si impossessa del pallone.

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I Clippers restano a guardare la palla, dimenticandosi di fare bilanciamento difensivo (Barnes) con il risultato che Durant riconoscendo l’errore si fionda in contropiede e Westbrook subito a testa alta dopo il rimbalzo lo lancia a canestro. Paul con uno scatto clamoroso recupera su Durant, ma è troppo tardi, perchè il fresco MVP in campo aperto, con la sua coordinazione e le sue falcate, quando inizia il terzo tempo è già preludio di un canestro.

Mancano 17 secondi alla fine e Barnes dopo aver raccolto il pallone dal fondo della retina consegna subito il pallone a Paul che sa di aspettarsi un fallo dai Thunder bisognosi di fermare il cronometro. Infatti Westbrook si avventa su di lui, ma anzichè spendere fallo, con la complicità di Paul che non si sa bene cosa cercasse di fare (a mio avviso stava iniziando a anticipare l’imminente contatto), gli strappa la palla di mano che nel rimpallo finisce a Jackson per un 3 contro 1 con il solo Barnes a difendere su 2 dei primi 5 attaccanti al mondo. Jackson però non li serve e vuole andare a canestro, con un terzo tempo sbilanciato a cui Matt Barnes riesce a mettere una pezza sporcando il pallone.

Jackson è l’ultimo a toccare, perchè la mano di Barnes colpisce quella del numero 15 dei Thunder senza toccare la palla. Ma secondo le regole NBA (regola 8, sezione 2), la palla è dei Thunder.

Timeout Brooks, che a 11 secondi dalla fine è a un solo possesso di distanza dei Clippers, una cosa impensabile fino a 37 secondi prima. Brooks ha tutti i difetti del mondo, ma in una cosa non è seconda a nessuno: disegnare le rimesse in uscita dal timeout, le ATO quindi.

Mette dentro Butler al posto di Perkins, mentre Rivers rimane con Davis in campo, accoppiato stavolta a Ibaka. Lo schema prevede che Durant sfrutti un triplo blocco orizzontale portato da Bulter, Ibaka e Westbrook per uscire sul lato forte. Durant è marcato da Griffin che sui blocchi cede il suo uomo a Barnes rendendo di fatta vana l’uscita del 35 dei Thunder. Così entra in scena Westbrook che, come da “piano b” sfrutta sua volta i due blocchi orizzontali di Butler e Ibaka sul lato debole ricevendo alle tacche basse.

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Griffin fa un ottimo lavoro difensivo permettendo a Paul di recuperare su Westbrook senza concedere il centro area, con l’ex UCLA che anzichè affondare il colpo torna indietro e da un occhiata al lato debole, cercando Durant che però è troppo lontano dall’azione per essere servito. Così in uno scatto di quell’istinto che lo contraddistingue e divise i suoi fans dai suoi detrattori, Westbrook tenta la soluzione personale da oltre l’arco dei tre punti, un tiro che per 6 milizardi di persone al mondo è proibito prendersi, tranne che per lui. Il tiro nemmeno arriva al ferro, ma Chris Paul commette fallo. Un fallo millimetrico, ricadendo addosso a Westbrook che data la sacralità del tiratore a livello arbitrale NBA viene sanzionato dai fischietti scatenando le ire di Paul e Rivers.

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Si potrebbe scatenare un inferno su questo fischio. E’ una chiamata dubbia che in quanto tale è vittima di interpretazioni nessuna delle quali del tutto oggettive. Westbrook ha il vizio di tirare in sospensione (alzandosi a circa 1 metro da terra…) e ricadere avanti. Ciò gli consente di lucrare diversi falli sul tiro, come anche in gara 5 della serie precendente contro i Grizzlies. Paul, come la maggior parte dei difensori NBA, commette l’errore di sbilanciarsi troppo verso il tiratore, toccandogli il braccio forte. E’ una situazione che in NBA si vede molto spesso. Gli arbitri danno ragione a Westbrook.

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Westbrook segna tutti e tre i liberi e a 6 secondi dalla fine miracolosamente i Thunder sono in vantaggio di 1 punto sui Clippers grazie a un 8-0 di parziale nell’ultimo minuto.

Timeout Rivers e palla Clippers per giocarsi il tutto per tutto. Rivers toglie Davis e inserisce Reddick, Brooks toglie Butler e mette dentro Sefolosha. Westbrook ha in custodia Paul, Jackson è su Crawford. Lo schema disegnato da Rivers è un’altra ATO abbastanza classica. Blocco verticale di Reddick su Paul che riceve palla fuori da tre punti, mentre Crawford blocca Griffin che va a piazzare un pick & roll a Paul. Crawford e Reddick riempiono gli angoli in caso di scarico, Griffin dopo il pick & roll si butta dentro per l’eventuale rimbalzo.

Sefolosha sul blocco cambia con Westbrook, consente la ricezione di Paul e sul pick & roll portato da Griffin, nuovamente un cambio, tra Sefolosha e Ibaka. In tutto questo Paul con un esitazione coglie il momento per l’affondo.

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Peccato che Crawford commette l’ennesimo errore negli ultimi secondi da parte dei Clippers, perchè anzichè restare fisso in angolo per costringere Jackson a fare una scelta e eventualmente dare un’ottima linea di passaggio a Paul per lo scarico, sale in ala, dando modo al nativo di Pordenone di andare in aiuto su Paul con il doppio vantaggio di chiudere anche la linea di passaggio.

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Poi c’è il contatto sul braccio di Paul da parte dello stesso Jackson, che causa la palla vagante recuperata da Ibaka con i Thunder in tronfo, ed anche lì potremmo star ore e ore a disquisire sul fischio e non fischio.

La verità è che i Clippers nel giro di 49 secondi hanno commesso 2 errori gravi e altri 2 errori meno gravi, sopra di 8 punti con una pivotale vittoria esterna quasi in tasca. Che facendo una semplice somma matematica sono di gran lunga peggiori e più influenti di due possibili errori arbitrali.

 

 

 

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