E’ successo…

Lebron James torna a Cleveland, dopo aver attentamente ponderato tutte le sue opzioni, nonostante l’isteria collettiva che nelle ultime ore ha invaso il web.

Lo ha annunciato su Sport Illustrated dopo ore fatidiche di rumors, congetture, speculazioni ecc..

Una una lettera aperta ai tifosi di Miami e al mondo intero ha spiegato il motivo del suo ritorno, per riprendere un discorso interrotto, per portare un titolo nel Nord dell’Ohio dove è nato e cresciuto. Gli anni a Miami sono stati per lui un esperienza di vita che lo ha formato e lo ha portato ad assaggiare il successo che ora vuole far assaggiare alla sua terra natia.

Chris Sheridan è stato il primo di tutti a dare lo scoop, anticipando mostri sacri come Adam Wojnarowski e Mark Stein, con una “Sheridan Bomb” di proporzioni epocali:

Io non ci avevo creduto, perchè diffido da chi spara nel mucchio adducendo a fonti anonime. La fonte di Sheridan ha invece detto il vero, probabilmente senza averne la certezza. Fatto sta che ha avuto ragione lui.

Detto questo, al momento le mie emozioni sono contrastanti.

Una parte di me vorrebbe maledire i Cavaliers, che dopo averlo trattato da traditore lo hanno riaccolto perdornandolo di tutti i peccati.

L’altra parte di me ce l’ha con il prescelto, e per sfogare la mia rabbia gli ho dedicato una lettera aperta, rigorosamente scritta usando il font Comic Sans.

Comic Sans

In realtà, pensandoci meglio, non mi riesce criticare LeBron della scelta che ha fatto.

Romanticamente parlando il ritorno vicino casa – visto che Cleveland non è casa sua e lo ha ribadito nella lettera – per completare l’opera e regalare un titolo ai Cavaliers, nella Ohio che lo ha visto crescere, è una bella storia che merita il lieto fine.

Resto dell’idea che nonostante il calo di Dwayne Wade, il trio James/Bosh/Wade da solo garantiva più chance di vincere il titolo, nell’immediato, del trio James/Irving/Wiggins-Love. Già i Big Three da soli valgono la finale della Eastern Conference ed il cast che aveva pensato di mettergli attorno Pat Riley stava prendendo forma, attraverso intricate manovra di mercato.

Kyrie Irving al momento è un All Star ma non un campione, un ottimo solista che ha ancora tutto da dimostrare, troppo fragile fisicamente, e dotato di tanto talento, enormi lampi e poca sostanza. Andrew Wiggins è un rookie e per quanto possa dominare la lega nei prossimi anni, al momento rimane un incognita. Riuscissero a prendere Kevin Love, il discorso non cambiarebbe. Ho già scritto di come la dimensione ideale di Kevin Love, per me, possa essere alla Bosh, ma anche di lui i dubbi rimangono. Come Bosh prima del 2010, Love ha dimostrato di essere un riferimento offensivo e un uomo franchigia in una squadra di medio basso profilo. A differenza di Bosh, ha indotto la sua squadra a cederlo manifestando le sue intenzioni su pubblica piazza, il che mi lascia un po’ perplesso circa la sua adattabilità a un contesto in cui dovrebbe andare a rivestire un ruolo di secondo piano.

Ma la sua, come ribadisce, è una scelta di vita.

Comunque sia il dado è tratto ed ora sia aprono diversi scenari:

Per Cleveland: La loro attesa non è stata vana. Negli ultimi 4 anni non sono riusciti a costruire nulla, ma si sono ritrovati per la mani Kyrie Irving e Andrew Wiggins. Nel giro di una settimana hanno distrutto tutto ciò che avevano fatto negli ultimi due anni, rinnegando ogni mossa fatta: Jarrett Jack ceduto, Andrew Bynum evirato, 15 milioni di cap andati in fumo che per essere riottenuti sono costati 2 prime scelte future. Poco male, perchè con LeBron diventano automaticamente una contender, anche allo stato attuale. Anche con Gilbert come proprietario.

Per Miami: PANICO!!!! Scherzi a parte, per la prima volta Pat Riley fallisce nel suo intento. Il piano B non sarà mai all’altezza del piano A, perchè adesso le firme di McRoberts e Danny Granger appaiono senza apparente senso e c’è da ricostruire 8/12 del roster potendo disporre di poche certezze, visto che Chris Bosh al 99% saluterà la compagnia per tornarsene nel suo Texas. Ripartiremo da Wade e Haslem (che culo!), da Napier e Cole, McRoberts e Granger, e lavoreremo sodo per tornare competitivi nel giro di 2/3 anni.

Sarò sempre dalla parte di LeBron James, il più forte giocatore al mondo, il più forte della sua epoca, e per me, uno dei primi 3 giocatori di sempre, nonostante le finali perse e gli Haters che remano contro.

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