BasketballPorn: Detroit Pistons…

Non è un errore… i Detroit Pistons sono Basketball Porn sul serio.

Guardando un pezzo di partita tra Pistons e Kings sono incappato in un azione che mi ha colpito profondamente. In questa sequenza di 10 secondi circa è racchiusa tutta la scienza di Stan Van Gundy per esaltare il potenziale di Drummond.

Pistons

I Kings ci hanno messo del loro, perchè nessun giocatore nel corso dell’azione ha tenuto una posizione difensiva degna di tale nome ma l’attacco si è mosso molto bene.

La chicca è stata camuffare un pick & roll centrale in una situazione che all’inizio sembrava una semplice doppia uscita dai blocchi. Nel dettaglio:

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Situazione “Floppy” con Meeks che sceglie il blocco di Jerebko per l’uscita e riceve. Questo è lo specchietto delle allodole che permette all’attacco di muovere la difesa preparando il terreno per il vero obbiettivo dello schema. I Pistons in questo momento hanno tolto dai giochi Stauskas che deve uscire su Meeks.

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Meeks riceve e restituisce subito il pallone a Augustin. Jerebko taglia nell’angolo opposto e Butler si allarga in ala oltre la riga da tre punti.

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Ecco il cuore dell’azione: Drummond corre a bloccare per Augustin sorprendendo sia Thompson che McCollum che non si aspettavano quell’evoluzione del gioco. Il sovrannumero dovuto al posizionamento di Butler e Jerebko sul lato forte toglie ai Kings altri due difensori dall’area.

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La difesa dei Kings è battuta nel preciso istante in cui Drummond piazza il blocco su Augustin perchè Thompson non può chiamare tempestivamente il blocco a McCollum quindi fa quel passo avanti che in linea teorica serve a ostacolare il play apre l’area al centro…

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… perchè per Augustin è un gioco da ragazzi lanciare in aria il pallone e pescare il suo compagno di squadra lanciato come un fulmine a canestro per un comodo alley hoop senza nessuno difensore in grado di ostacolarlo.

Stan Van Gundy, che se la ride sotto i baffi, è un maestro nel disegnare questo tipo di giochi (chiedere a Dwight Howard) e da perfezionista qual’è avrà sicuramente focalizzato l’attenzione dei suoi giocatori sul “timing” e lo “spacing” necessari a trasformare questi movimenti in un canestro ad altissima percentuale. Non a caso è una situazione, questa, che il coach utilizza spesso quando ha in campo un solo bigman, uno stretch four come Jerebko e due tiratori come Butler e Meeks.

P.S.: affollare il lato forte per mettere costringere la difesa a schiacciarsi per poi batterla sul lato debole è stata la chiave con cui i San Antonio Spurs hanno scardinato la difesa degli Heat nelle ultime NBA Finals.

P.S.2: questa cosa riesce molto bene senza Josh Smith…

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