Le “SLOB” nel finale di Heat vs Pacers sono state #Basketballporn

Negli ultimi anni la sfida Miami Heat vs Indiana Pacers ha significato spesso partite tirate, ruvide, brutte da vedere per un chi non tifa una delle due squadre, ma intense e sentite, decise sovente negli ultimi possessi: parafrasando Erik Spoelstra “This was classic Eastern Conference basketball”.

La partita di stanotte non ha fatto eccezione: entrambe le squadre sotto al 39% al tiro, per 13 volte le due squadre si sono alternate nel punteggio e per 9 volte sono andate in parità con Indiana ha che ha dilapidato un margine di 14 punti costruito nei primi 18 minuti di gara.

In finale di regolamentari è stato intenso, pregno di errori banali, canestri sputati dal ferro, respiri sospesi, mentre le due squadre facevano, disfacevano e poi rifacevano daccapo infinite volte alla ricerca di un successo prezioso a fini della classifica nella Eastern Conference.

Giunti a 6.4 secondi dal termine dei 48 minuti con il punteggio di 87-86 per i Pacers, Erik Spoelstra e Frank Vogel – due dei coach tatticamente più preparati e pieni di risorse della NBA – hanno inscenato una battaglia all’ultimo colpo di lavagnetta disegnando due situazioni per i rispettivi possessi finali che sono state #BasketballPorn.

SLOB HEAT

Sotto di 1, Spoelstra ha optato per mettere palla in mano a Wade e lasciargli un quarto di campo libero per un 1 vs 1 dinamico dalla sua zona del campo preferita.

Per arrivare al dunque ha tolto tutti i lunghi dal proprio quintetto e mandato il peggior “stretcher” (Winslow) a rimettere il pallone. Configurazione con 2 guardie alle tacche basse, Deng in post alto e Green in punta ben al di fuori dell’area dei tre punti.

Quando l’arbitro consegna a Winslow il pallone, Dragic libera subito il lato forte mentre Wade esegue una situazione di “reverse screen the screaner” bloccando cieco per Green (che potrebbe ricevere un lob) e poi sfruttando il blocco di Deng a ricciolo.

Wade riceve in corsa e attacca il canestro forte del vantaggio acquisito su George che si stampa su Deng, Ellis è in ritardo e spende un inevitabile fallo che manda in lunetta il numero 3 Heat che poi firmerà il sorpasso 88-87.

Se Ellis fosse stato un attimo più preciso nel timing dell’aiuto la situazione per Wade si sarebbe complicata perchè la spaziatura di Dragic e Green era pessima e un sapido George Hill li stava marcando contemporaneamente. Si tratta comunque di un “errore collaterale” generato dalla pessima difesa di Paul George, per l’ennesima volta colpevole principale di una sciocchezza nel clutch-time contro gli Heat.

Vantaggio Heat, timeout Pacers con 4.5 secondi da giocare e Spoelstra che rimette in campo Whiteside per proteggere il canestro.

SLOB Pacers

Anche Vogel opta per soluzione nei pressi del ferro, anche se poi è andata a finire diversamente.

Partenza con due giocatori alle tacche basse della lunetta con Hill e George, Turner in lunetta, Budinger sul lato debole e Ellis a rimettere.

Non appena l’arbitro consegna la palla a Ellis, Budinger sale forte verso il pallone liberando spazio sul lato debole. Contestualmente Hill porta un blocco sulla linea di fondo per George, poi sale a portarne uno cieco a Turner su cui la difesa Heat è in affanno per un errore di comunicazione tra Deng e Whiteside.

Dall’evoluzione del gioco si evincono almeno 2 opzioni percorribili: la prima in ISO per George dopo il blocco orizzontale, la seconda in lob per Turner dopo il blocco cieco di Hill. Ellis tuttavia non riesce a servire ne l’uno ne l’altro – il mancato passaggio a Turner ha fatto pure balzare in piedi Vogel – quindi rimette il pallone in emergenza su Budinger che glielo restituisce subito per un 1 vs 1 con fallo che ha portato la gara all’overtime.

Da notare la difesa di Wade che anzichè ostacolare Ellis sulla rimessa fa il “free safety” e inizialmente aiuta sull’uscita di George, poi toglie la visuale a Ellis per il lob a Turner, infine nega allo stesso Ellis una penetrazione laterale costringendolo a trovare fortuna con un rocambolesco tiro in corsa dalla lunetta. Rovina tutta commettendo un fallo sciocco sul tiro che poteva costare la partita. Fortunatamente gli dei del basket hanno deciso diversamente.

Alla fine ha vinto Miami all’overtime, ovvero la squadra che ha sbagliato meno. Per Indiana si tratta della 4 sconfitta al fotofinish contro gli Heat negli ultimi anni. La più celebre fu quella condizionata dal canestro della vittoria di LeBron James in gara 1 delle finali di Conference 2013. La più recente lo scorso 4 gennaio con canestro allo scadere – su una situazione molto simile a quella di stanotte, con annesso il solito modus operandi di George – di Wade che valse… l’overtime.

E se sui giornali gli eroi della partita sono stati i giocatori, per me, altrettanto eroici sono stati i due coach che hanno messi i rispettivi team nelle migliori condizioni per portarsi a casa la vittoria.

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