I Warriors di Curry e Durant sono un “pass-first” Team

Nella vittoria 149-106 sui Los Angeles Lakers i Golden State Warriors, oltre a vendicarsi della cocente sconfitta del 4 novembre allo Staples Center, hanno stabilito il record franchigia di assist in una partita con 47.

Da quando la NBA conteggia gli assist come voce statistica solo 36 volte nella storia una squadra NBA ha smazzato 45 o più assist in una gara, solo 14 volte una squadra ha smazzato 47 o più assist in una gara ed il record è detenuto dai Seattle Supersonics che il 19 marzo 1983 distribuirono 52 assist contro i Denver Nuggets.

Ma soprattutto è dal 1991 che una squadra NBA non raggiungeva i 47 assist in una partita.

La percentuale di canestri assistiti dei Warriors è stata di 88.7% – 47/53 – che colloca la prestazione come 7° ogni epoca in una classifica guidata dal 95% su 42 canestri dal campo dei Celtics di Bird, McHale e Parish contro i Dallas Mavericks nel 1988.

Nessuna squadra nella storia della NBA ha mai chiuso una partita con il 100% dei canestri assistiti. Senza quei 6 canestri dal campo i Warriors avrebbero potuto infrangere almeno 3 record. Quei 6 canestri sono arrivati dopo 1 screen assist, due rimbalzi d’attacco, 2 triple aperte dal palleggio e 1 palleggio-arresto-tiro a centro area in transizione. In 5 di quelle 6 occasioni poteva uscirne fuori un assist, che avrebbbe pareggiato il record NBA.

A inizio stagione si riteneva che uno dei possibili problemi che potevano distruggere i Warriors era la presenza di 3 realizzatori puri come Durant-Curry-Thompson che si sarebbero mangiati palloni a vicenda. Nella partita in questione i 3 hanno contribuito per 85 dei 149 punti della propria squadra dividendosi equamente i bottini personali (nessuno sopra i 31 punti, nessuno sotto i 26 punti).

In generale i Warriors in questo primo scorcio di stagione si passano il pallone leggermente meno a partita rispetto dello scorso anno ma producono 3 assist di media in più, smazzano 1 assist ogni 10 passaggi, scollinano i 56 assist potenziali a partita – nessuno oltre loro sopra i 49 – ed i punti creati dai loro passaggi smarcanti sono quasi 76 ogni sera, con i secondi, i Rockets, che non arrivano a 60.

In stagione regolare Curry e Durant hanno una media punti grossomodo identica – 26.4 del primo contro i 27 netti del secondo – con il solito volume di tiro, Klay Thompson viaggia a 20.7 punti di media, 1.4 punti meno di quelli che forniva lo scorso anno. Oltre a loro solamente i Cleveland Cavaliers mandano 3 giocatori della solita squadra oltre i 20 di media.

Il loro attacco armonico e incentrato sul movimento non ha risentito della presenza di Durant, che a OKC era abituato a poca circolazione di palla e tanti isolamenti, ma ne sta esaltando il gioco: segna 1 punto meno a partita e tira 3 volte meno dal campo ma ha le migliori % in carriera dal campo (57%!) e da 3.

I Warriors delle prime due settimane hanno prolungato il loro training camp alla ricerca dei giusti equilibri. Ora che li hanno trovati vengono da 9 vittorie in fila, uno più convincente dell’altra. L’ultima volta che hanno perso è stato proprio contro i Lakers nella partita da 0/10 al tiro da tre di Curry, da allora hanno vinto SEMPRE con lo scarto in doppia cifra.

Ok, il loro calendario non è stato dei più difficili, ma a memoria non riesco a ricordare un superteam che ha bruciato così velocemente le tappe come questi Warriors.

kd

 

 

 

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