Nella notte i Miami Heat sono tornati al successo contro gli Charlotte Hornets, il primo con le nuovo maglie ispirate a Miami Vice dopo la cocente sconfitta contro i Sacramento Kings di 2 giorni prima.

Per raggiungere la 28° vittoria stagionale gli Heat hanno dovuto domare una squadra che dal quarto minuto del 3° quarto è stata avanti nel punteggio fino al massimo vantaggio di 15 lunghezze sul 75-60, completando nell’ultimo periodo una rimonta che poi ha trovato il lieto fine con la bomba di Wayne Ellington.

La ricetta vincente della rimonta è stata una maggiore applicazione difensiva aiutata dal blackout offensivo dei calabroni e da una serie di canestri chiave ottenuti con il solito schema, la Horns Rub Action, uno dei più ricorrenti del playbook di Spoelstra.

Allineamento Horns con i due gomiti riempiti da un lungo e da un esterno. Il portatore di palla passa al lungo al gomito e va a bloccare l’esterno all’altro gomito il quale sprinta a giocare un DHO – Dribble Handoff – con il lungo. Da quel momento in poi i giocatori entrano nel “flow” leggendo la difesa, in piena modalità Read-and-react.

Molto spesso l’esterno che sfrutta il blocco e riceve il DHO è Ellington che si alza per tirare o per muovere la difesa innescando vantaggi per gli altri Heat spaziati per il campo, altre volte l’azione viene giocata per Tyler Johnson o Josh Richardson con l’obiettivo di fargli attaccare il ferro da palleggio.

Contro gli Hornets questo schema, giocato continuativamente negli ultimi 6 minuti ha permesso di trovare uno sbocco sicuro in attacco, in una partita che si stava facendo complicata.

Andiamo ad analizzare, cercando di contestualizzare, ognuno degli 8 possessi in questione.

Mancano 6 minuti e mezzo alla fine della partita e gli Heat sono sotto di 6.

Horns Rubs da rimessa, entry pass di James Johnson per Olynyk, blocco per Tyler Johnson che non produce ricezione, così Johnson finisce il taglio ricciolando dietro il lungo ex Celtics per un backdoor. L’azione continua con il blocco diagonale seguito da handoff per Ellington il cui difensore diretto insegue mentre Howard raddoppia per ostacolare il tiro. Ellington è però lanciato in velocità e attacca Howard in palleggio scartandolo per poi andare a depositare in sottomano a canestro.

30 secondi dopo, gli Heat attaccano senza aver subito canestro.

Solite posizioni, solito ricciolo di TJ a canestro, solito blocco diagonale per Ellington, il difensore di Olynyk è già pronto a raddoppiare la ricezione di Ellington ma Olynyk finge di giocare il DHO, si allarga oltre l’arco e spara la bomba per il -1 Heat.

5:15 da giocare, 86-83 per gli Hornets.

Ricezione di Olynyk, ma stavolta Tyler Johnson anzichè essere bloccato da James Johnson, piazza un blocco cieco per la scivolata a canestro del numero 16 Heat che riceve e facendosi scudo con il corpo appoggia al vetro per il nuovo -1 Heat.

Gli Hornets segnano e dopo 15 secondi gli Heat tornano in attacco.

Stavolta per evitare che gli Heat entrino facilmente nel gioco, Howard prova a pressare – con poca convinzione peraltro – la ricezione di Olynyk che non appena sente il contatto del braccio sinistro del centro ex Magic lo usa a suo vantaggio con uno spin move che lo porta al backdoor vincente assistito dall’alleyhoop di James Johnson. Ancora – 1 Heat.

Dopo un minuto e mezza di tira e molla e tanto caos, Hornets ancora in vantaggio di 3 punti sul 90-87 a 3 minuti e mezzo dalla fine, gli Heat richiamano lo schema.

Solita esecuzione per arrivare al DHO tra Olynyk e Ellington, gli Hornets – nel frattempo Clifford ha cambiato marcature e messo Howard sul giocatore meno pericoloso degli Heat ovvero Winslow – sui blocchi ai gomiti restano accoppiati, poi cambiano su tutto per contenere Ellington sul primo e secondo DHO. Con l’approssimarsi dello scadere dei 24 secondi e senza nessun vantaggio preso si apre lo spazio per una tripla aperta di Winslow – che Howard non segue sul perimetro – che entra ed esce. Gli Hornets scommettono sulla tripla di Winslow (12/18 dopo questa partita nelle ultime 11 partite) e vincono questa battaglia.

Si entra così negli ultimi 3 minuti di gioco, punteggio ancora fissato sul 90-87.

Gli Heat giocano ancora Horns Rub ma con una variante: sapendo che la difesa Hornets sui blocchi ai gomiti non cambia, Spoelstra manda Ellington al gomito e libera un quarto di campo, J-Rich non fa il consueto entry pass al lungo, in questo caso Adebayo, ma si fa portare un blocco sulla palla da Ellington che poi fa pop fuori dai tre punti. Gli Heat giocano questo possesso contro la scelta difensiva degli Hornets – Kidd-Gilchrist rispetta la regola difensiva di non cambiare ai gomiti – per mandare a JRich ad appoggiare al ferro. Di nuovo -1 Heat.

Nessuna delle due squadre segna per 1 minuto e mezzo, Heat in attacco e ancora Horns Rub.

Blocchi ai gomiti per mettere palla in mano a Ellington, gli Hornets non cambiano più: Walker lascia spazio per far passare Kidd-Gilchrist che insegue Ellington, con Howard che contiene la penetrazione non appena il tiratore ex Lakers mette la palla a terra. Il roll a canestro di Adebayo fa fare a Walker un mezzo passo di aiuto che risulterà decisivo per J-Rich che attacca il closeout dello stesso Walker dopo lo scarico di Ellington. Gioco da tre punti Heat per il primo vantaggio Heat da inizio terzo quarto.

Ultimi 17 secondi, gli Hornets hanno accorciato con un 1/2 di Walker dalla lunetta, gli Heat decidono di giocare l’Horns Rub con Ellington in angolo e la coppia Olynyk/Johnson ai gomiti.

Entry pass di Richardson a Olynyk, blocco per Johnson che ricciola a canestro e l’azione che si sposta verso Ellington che sfrutta il blocco diagonale di Richardson e poi gioca il DHO con Olynyk. Gli Hornets hanno tolto tutti i lunghi e giocano con Marvin Williams da 5 tattico, in poche parole vogliono tornare a cambiare su tutto dopo i blocchi al gomito. Olynyk molto sapidamente intercetta il “buco” tra il passaggio di consegne per il cambio e con la finta di handoff si butta dentro, gli Hornets in piena emergenza devono andare necessariamente in rotazione, ma nella foga del momento per contestare il tiro da tre a Winslow perdono sul perimetro Ellington che riceve l’extra pass, fa saltare con una finta un inerme Kidd-Gilchrist e si alza per il tiro che vale la vittoria.

La Horns Rub Action ha prodotto 17 dei 24 punti del quarto periodo per gli Heat, compreso il canestro del sorpasso e quello della vittoria, con 8 letture differenti basate su ciò che concedeva la difesa.

Se non è #BasketballPorn questo…

 

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