Second Round NBA Playoff – Preview

Due settimane per completare il tabellone delle ultime 8 squadre rimaste in corsa:

Eastern Conference

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Miami Heat (1) vs Chicago Bulls (5). Matchup in regular season: Heat vs Bulls 2-2.

Giocare contro i Bulls per Miami ha i suoi vantaggi, perchè gli infortuni che hanno decimato il roster di Chicago sono importanti, e le condizioni dei “sopravvissuti” non sono incoraggianti. Però ha anche degli svantaggi, perchè gli Heat contro i tori soffrono sempre le pene dell’inferno per avere la meglio. In stagione regolare su 4 partite Chicago è riuscita a tenere James e soci sottomedia di 8 punti a partita, perchè hanno il miglior assetto della lega per assorbire la strutturazione tattica degli Heat potendo disporre di gente come Deng, Noah, ma anche Butler e Hinrich che può mettere in difficoltà l’esecuzione offensiva degli uomini di Spoelstra. La serie si preannuncia più equilibrata di quanto sembra in realtà, perchè vincere agilmente contro i Bulls non è mai un opzione, lottano su ogni pallone e giocano ogni gara come se fosse senza domani. E si preannuncia anche interessante dal punto di vista tecnico, visto i due coach, due personalità costruite nel corso degli anni, con tanta gavetta, ma con una preparazione delle partite meticolosa che almeno in parte li accomuna.

James è ovviamente il pericolo numero 1, ma la difesa dei Bulls con Butler e Deng in staffetta, e l’onnipresente Noah a chiudere l’area ha dimostrato di poterlo limitare meglio di chiunque altra squadra. Lo stesso dicasi con Wade, che nel corso della sua carriera ha sempre sofferto la sua nemesi Hinrich. Poi c’è Robinson, che ha il potere di sparigliare le carte, oggi più nel bene che nel male. Ma gli Heat nel loro complesso sono troppo anche per una squadra che gioca con il cuore in mano, perchè oramai l’integrazione dei vari pezzi ha raggiunto un livello di equilibrio tale che puoi scalfire la corazza ma difficilmente riesci a fare saltare il banco. Miami Heat in 5.

New York Knicks (2) vs Indiana Pacers (3). Matchup in regular season: Knicks vs Pacers: 2-2.

Analizzare la serie non è semplice anche stando alle indicazioni che le due squadre hanno dato nel turno precedente: New York troppo supponente contro un malato grave che per poco non li appestava rimettendo tutto in discussione e Indiana ancora impreparata a fare il definitivo passo verso la consacrazione come squadra. Probabilmente ne verrà fuori una serie più divertente del previsto, anche se si parla di est, anche se si parla di squadre che dal nulla possono incepparsi perchè quando entrano in striscia, sia Knicks che Pacers possono regalare soddisfazioni, visti gli interpreti in campo da ambo le parti. New York deve ritrovare l’asse portante play-centro, in modo da variare un attacco che altrimenti è troppo stagnante, Indiana deve costringere i Knicks a cambiare assetto per limitarne la superiorità fisica, almeno nello starting five. La chiave è la marcatura di Melo. Indiana ha la capacità di spenderci sopra Paul George, per non farlo entrare in ritmo da fuori ma anzi convogliarlo dentro l’area tra le fauci di Hibbert o la solidità di West. Viceversa attaccare Anthony con West dovrebbe essere il primo pensiero di coach Vogel. Chi per primo tra i due coach molla la propria strutturazione tattica, Vogel con quintetti grossi o Woodson con 4 esterni, indirizza a favore dell’altro la serie. Che non credo sarà corta. New York Knicks in 7.

Western Conference

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Oklahoma City Thunder (1) vs Memphis Grizzlies (5). Matchup in regular season: Thunder 1 vs Grizzlies 2.

Persino con Westbrook sarebbe stata una serie incerta per i Thunder, senza di lui appare quasi scontata. Non penso Durant possa fare da solo il miracolo di regalare ai suoi il pass per la finale di conference, anche perchè se c’è una cosa di cui i Grizzlies sono capaci è quella di disgregare l’avversario attorno alla stella altrui. Memphis gioca il basket pià ordinato, retro, meno condizionato dai pick & roll dell’intera NBA, e anche se nel corso del tempo ha perso talento (Gay e Mayo), non ha perso armi tattiche interessanti in grado di cambiare faccia di volta in volta, giocando a ritmi alti, o compassati, con 4 piccoli o 2 lunghi senza perdere di efficacia. Hollins ha in mano 2/3 giocatori in grado di spompare Durant, come Prince, come il jolly Pondexter o come anche Allen per minuti di qualità e di energia. Brooks ricorrerà alla carta 4 piccoli con Durant da 4, che Hollins accetterà di buon grado visto che dietro a Randolph e Gasol non sempre di fida dei rincalzi, e alternarli in campo con Prince da ala forte tattica  in determinati momenti gli consentirà maggiore pericolosità offensiva. Eccezion fatta Durant, non vedo un altro singolo Thunder in grado di creare dal palleggio grattacapi alla difesa Grizzlies. Ci fosse stato Harden, anche se senza Westbrook il vantaggio sarebbe comunque stato Thunder. Randolph dopo aver brutalizzato sia Jordan che Griffin, può agilmente portare a scuola Ibaka e Perkins. Qualora uno dei due vincesse il duello per attività e energia sull’ex Blazers, dovrebbero comunque fare i conti con Marc Gasol. Memphis Grizzlies in 6.

San Antonio Spurs (2) vs Golden State Warriors (6). Matchup in regular season: Spurs 2 vs Warriors 2.

Già una volta ho scommesso contro i Warriors adducendo la loro mancanza di esperienza ai Playoff il probabile appagamento di una stagione oltre le aspettative. Poi invece sono fragorosamente esplosi sotto forma delle triple creative di Curry, l’estro di Jack, la sostanza di Bogut, Green e Barnes. Ma gli Spurs nel corso del loro ventennio della gestione Popovich e del doppio lustro dell’era Duncan/Parker/Ginobili hanno imparato a non sottovalutare nessuno, sulla propria pelle. Tatticamente e tecnicamente non ci sarebbe scampo, Golden State nemmeno avrebbe dovuto essere qui, ma i playoff NBA sono belli anche perchè non può mai dare per scontato nulla. San Antonio meglio di Denver può arginare le guardie  che per necessità Jackson deve schierare in campo,  perchè per ognuno di loro ha una risposta da dare, che nel complesso del sistema difensivo dei Texani non ha trascichi. Io già mi immagino Leonard a seguire come un francobollo Curry con l’obbiettivo di non perderlo mai d’occhio casomai volesse mettersi in ritmo con le sue triple ignoranti, e un Jack constantemente sfidato a prendersi la riga di fondo per tagliare i rifornimenti ai compagni appostati sul perimetro. Ma è un lavoro da fare che non conosce pause mentali, perchè se le hai, i Warriors tendono a sfruttarle e fartele pagare. San Antonio Spurs in 6.

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